Lo stato civile di Novi Ligure fino al 1865 nei registri dell’Archivio storico comunale

di DIMITRI BRUNETTI

In momenti recenti l’Archivio storico della città di Novi Ligure è stato oggetto di un importante intervento di riordino con la schedatura analitica della documentazione più antica e la redazione di un nuovo inventario di descrizione. L’intervento, ora in corso per il carteggio più recente, ha portato all’individuazione di fonti inedite per la ricostruzione delle vicende della città e del territorio e alla messa a disposizione dei ricercatori anche di materiali già conosciuti, ma che ora sono più facilmente reperibili e inseriti in un contesto più ampio.

Allo scopo di incentivare lo studio della storia locale e la ricerca d’archivio, è importante proporre ai ricercatori e alla cittadinanza gli strumenti di indagine e le fonti storiografiche. Fra i numerosi documenti conservati nell’Archivio storico comunale, i registri dello stato civile sono, tradizionalmente, fra i materiali più richiesti poiché permettono di rispondere ad una pluralità di esigenze di natura amministrativa e culturale volte a soddisfare curiosità genealogiche, ad attribuire la paternità di fatti e di accadimenti e per veder riconosciuta la cittadinanza italiana da parte dei discendenti dei nostri emigranti.

 

Le annotazioni anagrafiche

Il fatto di annotare e di registrare gli eventi più importanti della vita dell’uomo risponde all’esigenza, sempre sentita e comunque indispensabile ad ogni rapporto umano, di identificare ogni essere vivente e di definire le relazioni che egli ha con gli altri uomini ([1]).

Documentare la nascita e il luogo di nascita, individuare il rapporto con i genitori, i fratelli, il coniuge e gli altri parenti, registrare la data della morte sono tutte attività finalizzate a distinguere un uomo dall’altro e a porlo in relazione con gli altri in maniera da evitare le possibili confusioni attinenti all’identità dell’individuo.

Nonostante questa evidente esigenza, il servizio di stato civile, inteso come attività volta a costituire, mantenere e rendere pubblico un complesso documentale concernente gli eventi più salienti della vita dell’individuo, ha tuttavia natali relativamente recenti.

Nell’antichità mancava del tutto un servizio organizzato come quello esistente oggi in ogni Comune, ma era assente anche la stessa documentazione delle nascite, dei matrimoni e delle morti. L’identità dell’individuo era affidata a notizie frammentarie e le persone venivano identificate oltre che con il proprio nome, dal nome del genitore o dei genitori, dal luogo di nascita o anche dal luogo di residenza determinando una notevole incertezza circa i dati essenziali di identificazione, quali, in particolare, il giorno, il mese e l’anno di nascita. Inoltre, sempre a scopo identificativo, nel tempo al primo nome se ne aggiunge progressivamente un altro che con il passare dei secoli diventa il nostro cognome. È necessario anche ricordare che fin dall’antichità in molte occasioni sono stati realizzati dei censimenti della popolazione, sebbene svolti solo in modo occasionale, a grande distanza di tempo l’uno dall’altro e con lo scopo prevalente di accertare le proprietà di ciascuno per determinare l’entità del tributo da imporre.

Nel medioevo si afferma l’abitudine di formare registri contenenti saltuarie annotazioni delle morti e della somministrazione di alcuni sacramenti, con una speciale attenzione rivolta a quello del battesimo. Si comincia quindi a scrivere elenchi riferiti a specifiche comunità religiose, distinte dei defunti e tumulati nelle chiese o in altri luoghi sacri, per poi giungere alla formazione di veri e propri registri dei battezzati e della celebrazione dei matrimoni.

Anche se già prima del Concilio di Trento in alcune parrocchie si era stabilita l’usanza di annotare in particolari registri i battesimi, i matrimoni e, a volte, anche i decessi avvenuti nell’ambito parrocchiale, è negli anni Sessanta del Cinquecento che il Concilio detta le norme, valide per tutta la cristianità.

Con la costituzione “ad perpetuam rei memoriam. Sicut ad sacrorum” ([2]) del 18 luglio 1564, il pontefice Pio IV fissa l’obbligatorietà dell’osservanza dei decreti del Concilio di Trento. Entra così in vigore anche il Decretum de reformatione matrimoni ([3]), che stabilisce l’istituzione e la custodia dei registri degli atti di battesimo e di matrimonio negli archivi parrocchiali sotto la responsabilità dei parroci. Nel 1614 il Rituale romanum di Paolo V porta a cinque i libri parrocchiali, e in seguito altri pontefici dettano regolamentazioni in merito. Dalla prima parte del Seicento, quindi, ogni Parrocchia aveva il registro dei battesimi, quello dei matrimoni, il libro dei defunti, lo stato delle anime e il registro delle cresime.

In effetti, in quel momento storico la Chiesa era l’unico soggetto che poteva disporre di una organizzazione così diffusa e che quindi aveva gli strumenti per realizzare un obiettivo cosi importante e al tempo stesso impegnativo come quello della registrazione della popolazione. Occorre però anche considerare che le disposizioni del Concilio di Trento creano una grave discriminazione fra i cittadini del medesimo Paese, perché solo i cattolici finiscono per essere registrati dai parroci, con il risultato di creare una serie di conseguenze negative ai non cattolici ai quali viene negato qualunque accertamento del loro status.

Per molto tempo gli Stati lasciano nelle mani dei parroci e dei pastori di altre confessioni, che per la maggior parte nel frattempo avevano adottato analoghe misure di registrazione dei fedeli, il servizio di stato civile.

Con la rivoluzione francese si avvia la secolarizzazione del servizio dello stato civile che, discusso dall’Assemblea costituente, viene inserito nella Costituzione francese del 1791. L’art. 109, infatti, sancisce che “La compilazione degli atti dello stato civile e la tenuta dei registri sono esclusivamente di competenza delle autorità comunali”. Con l’inserimento nella legge fondamentale di un principio riguardante il servizio di stato civile si afferma l’importanza che ormai viene attribuita a tale servizio e, nello stesso tempo, vengono adottati idonei sistemi per il superamento delle discriminazioni fra i cittadini in conseguenza della loro fede. Con la legge del 20 settembre 1792, riguardante lo stato civile dei cittadini, viene regolato il servizio con un sistema organico di norme, con il quale viene sottratto completamente alla Chiesa il potere di certificazione anagrafica per attribuirlo alle municipalità, sotto il controllo delle amministrazioni dipartimentali.

In applicazione dei principi costituzionali, il Codice civile francese tratta del servizio di stato civile negli articoli dal 34 al 101. Il Codice napoleonico viene poi applicato in Italia e anche dopo la Restaurazione rimane come un sistema di norme al quale tutti gli stati italiani si ispireranno.

Il Governo francese in Italia introduce l’obbligo per i Comuni di organizzare e gestire un servizio di stato civile che, anche se talvolta viene espletato con irregolarità e qualche inesattezza, rappresenta un traguardo importante per la secolarizzazione delle registrazioni e un principio generale di indubbio valore.

Negli Stati italiani preunitari, le difficoltà di applicare il principio della secolarizzazione al servizio di stato civile sono evidenti. In particolar modo gli Stati incontrano non pochi problemi nell’attribuirsi la tenuta dei registri e, soprattutto, nel dissociare la funzione puramente civile da quella religiosa nella somministrazione dei sacramenti.

Nel 1837 il Regno di Sardegna adotta una propria normativa per l’istituzione del servizio di stato civile in ogni Comune. Il 20 giugno 1837 Carlo Alberto firma le Regie lettere patenti per le quali S.M. approva l’annesso Regolamento per la tenuta dei registri destinati ad accertare lo stato civile, n. 180, che perseguono l’obiettivo di “rendere vieppiù stabile ed uniforme l’accertamento dello stato civile” con l’applicazione “agli usi dello stato civile” dei “registri di battesimo, di matrimonio e di morte già da lungo tempo stabiliti in ciascuna parochia”. “E siccome trattasi di registri che debbono servire a doppio oggetto, il religioso cioè ed il civile, si sono da Noi presi a tal uopo gli opportuni concerti colla S. Sede”.

Il regolamento annesso alle regie lettere patenti del 1837, composto da 56 articoli, dettaglia con precisione il funzionamento del servizio e le modalità di compilazione dei registri. La disposizione prevede che “i paroci inscriveranno in doppio registro originale le nascite, i matrimoni ed i decessi, riempiendo a penna i vani dei relativi esemplari” predisposti per l’inserimento dei dati necessari sia ai fini religiosi che agli scopi civili. I registri annuali, forniti dal Governo tramite gli ordinari diocesani, sono di colore verde per i nati, rosa per i matrimoni e neri per i morti, di grande formato per gli anni dal 1838 al 1841 e di dimensioni più ridotte, simile allo standard A4, ma quasi quadrati, per gli anni successivi fino al 1865. Nel rispetto delle norme del regolamento, i parroci devono chiudere e sottoscrivere ogni anno le due copie di ogni registro originale e trasmetterne una, oltre ad una successiva copia, all’ordinario diocesano, il quale, conservata la copia nella cancelleria, invia entro febbraio l’originale al Prefetto della Provincia per il successivo inoltro al Comune. In questo modo i Comuni del Regno ricevono i registri dei nati, dei matrimoni e dei morti dell’anno precedente, a partire dal primo gennaio 1838, dai sacerdoti responsabili delle parrocchie presenti sul territorio di loro competenza e con questi registri, che hanno pieno valore legale e civile e quindi sono ancora oggi utili al rilascio di certificati, viene avviato anche nelle nostre zone il servizio di stato civile.

Bisogna attendere l’unità d’Italia per raggiungere una netta separazione tra la funzione civile e la funzione religiosa del servizio di stato civile. Nel 1865, sulla base del R.D. n. 2602 del 15 novembre dello stesso anno, ogni Comune del Regno d’Italia provvede a istituire un proprio Ufficio di stato civile e dal primo gennaio 1866 viene interrotta la collaborazione con le parrocchie e iniziati i registri dello stato civile italiano che ancora oggi vengono compilati e costituiscono uno strumento indispensabile per identificare ogni cittadino.

 

Lo stato civile francese nell’archivio comunale

La Seconda sezione dell’Archivio storico del Comune di Novi Ligure, che contiene gli Atti, registri, titoli e carte riflettenti il Governo francese sino al 21 maggio 1814, conserva al suo interno i registri degli atti di nascita (serie 22), i registri degli atti di matrimonio (serie 23), i registri delle pubblicazioni di matrimonio (serie 24) e i registri degli atti di morte (serie 25). L’Archivio storico comunale conserva anche alcuni Stati delle anime delle parrocchie (serie 21) e altri documenti riguardanti lo stato civile francese (serie 20).

In particolare, sono presenti in archivio i registri annuali degli atti di nascita dal 1806 al 1814, i registri annuali degli atti di matrimonio dal 1807 al 1814, i registri annuali delle pubblicazioni di matrimonio dal 1807 al 1814, sebbene in serie non completa, e i registri annuali degli atti di morte dal 1807 al 1814.

L’esigenza di identificare le persone e di mantenere memoria dei rapporti di parentela, ha portato la Municipalità di Nove prima, e poi il Comune ritornato sotto le insegne sabaude, a formare degli elenchi analitici anche per gli anni precedenti e successivi alla dominazione francese. Il registro n. 130 della Seconda sezione dell’Archivio storico contiene le annotazioni degli atti di nascita dal 1792 al 1815, il registro n. 132.2 comprende gli indici degli atti di nascita dal 1807 al 1832, il registro n. 133.9 include gli indici degli atti di matrimonio dal 1814 al 1832 e il registro n. 135.9 contiene gli indici degli atti di morte dal 1814 al 1832.

La Seconda sezione dell’Archivio storico comunale contiene anche, nel faldone 129, copia degli Stati delle anime, ovvero della registrazione delle persone residenti in città, solitamente  realizzata in occasione della benedizione pasquale delle case, per gli anni dal 1802 al 1814 delle Parrocchie di Sant’Andrea, San Nicolò e San Pietro in Novi Ligure. Nel faldone 128, invece, sono conservati gli estratti degli atti di notorietà e di sopravvivenza e di morte (1804-1814), i prospetti dei movimenti della popolazione (1806-1814), gli estratti degli atti di matrimonio e delle pubblicazioni (1808-1814), il Registre du mouvement de la population de la Commune de Novi(1809-1813) e il Registro degli individui del comune di Novi dall’età di 12 anni in avanti del 1810 ([4]).

 

I registri per gli anni dal 1838 al 1865 nell’archivio comunale

Una apposita sezione dell’Archivio storico comunale è dedicata ai registri annuali dei battesimi, dei matrimoni e dei funerali degli anni dal 1838 al 1865. Si tratta di una delle due copie dal contenuto identico dei registri compilati a cura dei parroci che, sulla base di un accordo tra lo Stato e la Chiesa e nel rispetto delle regie patenti n. 180 del 1837, veniva consegnata ai Comuni dopo essere stata inviata all’autorità governativa. Dal 1866, sulla base del R.D. n. 2602 del 15 novembre 1865, ogni Comune del Regno d’Italia provvede ad istituire un proprio ufficio di stato civile, interrompendo così la collaborazione con le parrocchie.

Il Fondo dei registri parrocchiali d’anagrafe dell’Archivio storico di Novi Ligure contiene nelle prime tre serie i registri annuali dei battesimi, dei matrimoni e dei morti delle Parrocchie di Sant’Andrea, San Nicolò e San Pietro. Le serie sono pressoché complete, anche se mancano taluni registri ([5]).

Le successive serie di ordinamento del Fondo dei registri parrocchiali d’anagrafe conservano i volumi dei soli funerali celebrati nella Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta dal 1848 al 1865, nel Convento dell’Ordine dei Minori Osservanti sotto il titolo di San Francesco dal 1838 al 1865, nel Convento dell’Ordine dei Padri Somaschi sotto il titolo di San Giorgio dal 1838 al 1865 ([6]) e nel Convento dell’Ordine dei Cappuccini sotto il titolo di San Giovanni Battista dal 1838 al 1865 ([7]).

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I battesimi nella Parrocchia di Sant’Andrea in Novi Ligure nell’anno 1848

I registri parrocchiali costituiscono una risorsa di primaria importanza per la ricerca storica locale e non locale. Infatti, le informazioni che sono state registrate permettono la ricostruzione dei rapporti di parentela fra le persone, di riscoprire la storia delle famiglie e di indagare il contesto sociale

A titolo esemplificativo viene proposto l’elenco degli atti di nascita e di battesimo della Parrocchia di Sant’Andrea in Novi nell’anno in cui il re Carlo Alberto concede lo Statuto. Fra i dati ricavati dalla lettura di questo registro sono stati poi evidenziati quelli riferiti alle arti e alle professioni dei genitori, dei padrini e delle madrine. Al registro dei battesimi sono allegati i verbali di ritrovamento dei fanciulli esposti all’ospizio dei trovatelli, in cui il sindaco della città impone il nome al bambino.

Gli atti di battesimo

1.   Atto del 17 gennaio 1848. Maria Cattarina Antonia, nata il 17 gennaio, figlia di Francesco Simonazzi di Luigi, di professione contadino e di Maddalena Casella del fu Andrea, di professione contadina. Madrina Giovanna Laguzzo nata Bobbio, di professione contadina, domiciliata in Novi.

2.   Atto del 21 gennaio. Cattarina Agnese, nata il 21 gennaio, figlia di Francesco Pallavicino di Pietro, di professione contadino e di Maria Fossati di Filippo, di professione contadina. Padrino Domenico Pallavicino, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Cattarina Navona, di professione tessitrice, domiciliata in Novi.

3.   Atto del 24 gennaio. Maria Maddalena Agostina, nata il 24 gennaio, figlia di Giacomo Fossati del fu Francesco, di professione contadino e di Maria Bisio del fu Domenico, di professione contadina. Padrino Angelo Cabella, di professione oste, domiciliato in Novi; madrina Agostina Fossati, di professione contadina, domiciliata in Novi.

4.   Atto del 7 febbraio. Maria Teresa Dorotea Pia, nata il 6 febbraio, figlia di Brenti Pietro di Andrea, di professione maestro muratore e di Geronima Savio di Giuseppe, di professione direttrice di casa. Padrino Padrini Giuseppe, di professione falegname, domiciliato in Novi.

5.   Atto dell’8 febbraio. Emilio Pietro Francesco Domenico, nato il 7 febbraio, figlio di Damico Giacomo del fu Domenico, di professione muratore e di Tinello Rosa di Francesco, di professione contadina. Padrino Montemerlo Emilio, di professione carattiere, domiciliato in Novi; madrina Capurro Maria, di professione ostessa, domiciliata in Novi.

6.   Atto del 12 febbraio. Pietro Giovanni Battista, nato l’11 febbraio, figlio di Agostino Montemerlo del fu Giovanni Battista, di professione domestico e di Geronima Rossi di Antonio, di professione filatrice. Padrino Celesia Pietro, di professione luogo-tenente, domiciliato in Novi.

7.   Atto del 17 febbraio. Maria Carlotta Martina, nata il 16 febbraio, figlia di Fossati Andrea del fu Michele, di professione contadino e di Fossati Maria di Antonio, di professione contadina. Padrino Cipolina Luigi, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Fossati Angela Maria, di professione contadina, domiciliata in Novi. Battesimo amministrato dall’ostetrica Carbonara Maria per il temuto pericolo di morte.

8.   Atto del 25 febbraio. Cattarina Pia, nata il 24 febbraio, figlia di Montesoro Giovanni di Francesco, di professione contadino e di Fossati Margarita di Andrea, di professione contadina. Padrino Montesoro Tommaso, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Cabella Angela di Antonio, di professione tessitrice, domiciliata in Novi.

9.   Atto del 20 marzo. Antonio Giuseppe Pio, nato il 19 marzo, figlio di Bosio Carlo del fu Giovanni, di professione contadino e di Fossati Cattarina Maria di Antonio, di professione contadina. Padrino Fossati Antonio, di professione contadino, domiciliato in Monterotondo; madrina Bosio Cattarina, di professione contadina, domiciliata in Novi.

10. Atto del 25 marzo. Pia Maria Elisa Annunziata, nata il 25 marzo, figlia di Luigi Camusso, di professione proprietario e di Luigia Nernario, di professione nessuna. Padrino Davide Nazzorni, di professione commesso in negozio, domiciliato in Novi.

11. Atto del 2 aprile. Agostino Pio Alberto, nato il 31 marzo, figlio di Campastro Giovanni Battista, di professione contadino e di Cristina Malaspina, di professione tessitrice. Padrino Ghilione Agostino, di professione contadino, domiciliato in Novi.

12. Atto del 2 aprile. Giovanni Battista Pio Alberto, nato il 31 marzo, figlio di Rebutti Bartolomeo, di professione canepino e di Vigo Maddalena, di professione tessitrice. Padrino Cartassegna Giovanni Battista, di professione proprietario, domiciliato in Novi; madrina Corte Teresa, di professione ortolana, domiciliata in Novi.

13. Atto del 5 aprile. Marco Raimondo, nato il 4 aprile, figlio di Basaluzzo Giovanni Battista, di professione canepino e di Gemme Benedetta, di professione cucitrice. Padrino Cabella Marco, di professione oste, domiciliato in Novi.

14. Atto del 6 aprile. Tommaso Pio Alberto, nato il 6 aprile (gemello), figlio di Risso Pietro del fu Agostino, di professione sarto e di Molinari Maria del fu Paolo, di professione bottegaia. Padrino Olivieri Tommaso, di professione vetturale, domiciliato in Novi; madrina Costa Francesca, di professione bottegaia, domiciliata in Novi.

15. Atto del 6 aprile. Anna Rosa Francesca, nata il 6 aprile (gemella), figlia di Risso Pietro del fu Agostino, di professione sarto e di Molinari Maria del fu Paolo, di professione bottegaia. Madrina Zucchero Maria, di professione rivendigliuola, domiciliata in Novi.

16. Atto del 9 aprile. Giuseppe, nato il 8 aprile, figlio di Cambora Cipriano del fu Giovanni, di professione calzolaio e di Bellana Cattarina del vivente Giovanni Battista, di professione tessitrice. Padrino Caretta Giuseppe, di professione falegname, domiciliato in Novi; madrina Caretta Maria, di professione tessitrice, domiciliata in Novi.

17. Atto dell’11 aprile. Giovanni Battista Stefano Andrea, nato il 10 aprile, figlio di Debenedetti Giuseppe di Stefano, di professione contadino e di Girardengo Maddalena fu Cristofaro, di professione contadina. Padrino Giovanni Battista Girardenghi del vivente Angelo, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Debenedetti Luigia di Stefano, di professione contadina, domiciliata in Novi.

18. Atto del 13 aprile. Beniamino Giovanni Antonio Ermenegildo, nato il 13 aprile, figlio di Bozzano Giovanni di Tommaso Antonio, di professione negoziante e di Otonelli Maddalena di Matteo, di professione direttrice di casa. Padrino Traverso Carlo, di professione ramaio, domiciliato in Novi.

19. Atto del 16 aprile. Maria Cattarina Paola, nata il 14 aprile, figlia di Rango Giovanni del fu Andrea, di professione falegname e di Risso Antonia del fu Agostino, di professione tessitrice. Padrino Boggero Francesco, di professione vetraro colorista, domiciliato in Novi.

20. Atto del 17 aprile. Pio Bartolomeo, nato il 12 aprile, figlio di Bottaro Angelo del fu Vincenzo, di professione sarto e di Oberti Luigia di Angelo, di professione sarta. Padrino Ghio Bartolomeo, di professione oste, domiciliato in Novi.

21. Atto del 19 aprile. Pia Giacinta, nata il 18 aprile, figlia di Remotti Pietro fu Giovanni Battista, di professione bifolco e di Verdona Maria del vivente Carlo, di professione contadina. Madrina Alegnano Giacinta, di professione contadina, domiciliata in Novi.

22. Atto del 25 aprile. Colomba Benvenuta Pia, nata il 25 aprile, figlia di Armana Michele del fu Stefano, di professione camparo comunale e di Repetto Maddalena del fu Simone, di professione contadina. Padrino Martinengo Giovanni Battista del fu Giorgio, di professione agente comunale, domiciliato in Novi; madrina Cabella Colomba del fu Luigi, di professione nessuna, domiciliata in Novi.

23. Atto del 10 maggio. Angelo Maria Franco, nato il 10 maggio, figlio di Fava Luigi del fu Giacomo, di professione contadino e di Repetto Rosa di Giovanni Battista, di professione contadina. Madrina Allegro Maria moglie di Fava Santo, di professione contadina, domiciliata in Novi.

24. Atto del 12 maggio. Pio Alberto, nato l’11 maggio, figlio di Rossi Andrea del fu Pietro Antonio, di professione contadino e di Masino Maria Teresa di Pia, di professione contadina. Padrino Ghiglione Domenico, di professione contadino, domiciliato in Novi.

25. Atto del 14 maggio. Maria Maddalena Luigia Teresa, nata il 14 maggio, figlia di Montesoro Bartolomeo di Giacomo, di professione contadino e di Conte Maria di Andrea, di professione fornara. Padrino Cravenna Anselmo, di professione proprietario, domiciliato in Novi, rappresentato da Andrea Verdona; madrina Bovone Teresa, di professione tessitrice, domiciliata in Novi.

26. Atto del 21 maggio. Giovanna Rosa, nata il 19 maggio, figlia di Camera Domenico di Federico, di professione canepino e di Maffeo Colomba di Davide, di professione sarta. Padrino Spinso Giovanni, di professione fabbro ferraio, domiciliato in Novi.

27. Atto del 28 maggio. Giovanni Antonio, nato il 27 maggio, figlio di Frisone Giuseppe di Giacomo, di professione facchino e di Spinso Luigia del fu Francesco, di professione sarta. Padrino Perolo Giuseppe, di professione oste, domiciliato in Novi.

28. Atto del 28 maggio. Cattarina, nata il 28 maggio, figlia di Moncalvo Giovanni di Andrea, di professione contadino e di Lombarda Cristina, di professione contadina. Padrino Rossi Pietro, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Cattarina Amerio, di professione servente, domiciliata in Novi.

29. Atto del 3 giugno. Angela Clotilde, nata il 2 giugno, figlia di Bernardo Allignani del fu Giuseppe, di professione proprietario e di Bidone Antonia di Paolo, di professione nessuna. Padrino Giacomo Allignani di Domenico, di professione avvocato, domiciliato in Novi.

30. Atto del 9 giugno. Francesco Antonio, nato il 6 giugno, figlio di Sansebastiano Giuseppe del fu Francesco, di professione facchino e di Quaglia Maddalena, di professione tessitrice. Padrino Badino Antonio, di professione libraio, domiciliato in Novi.

31. Atto del 12 giugno. Francesco Efisio [o Effisio], nato il 12 giugno, figlio di Cabanella Luigi del fu Francesco, di professione calzolaio e di Repetto Pasqualina, di professione tessitrice. Padrino Poggio Francesco, di professione calzolaio, domiciliato in Novi.

32. Atto del 22 giugno. Luigi Gaspare, nato il 21 giugno, figlio di Gambarotta Andrea del fu Guglielmo, di professione canepino e di Valsorda Antonia del fu Tommaso, di professione filatrice. Padrino Baldi Gaspare, di professione canepino, domiciliato in Novi.

33. Atto del 8 luglio. Teresa Margarita, nata il 6 giugno, figlia di Frisone Giuseppe del fu Giovanni Battista, di professione canepino e di Campantica Maria, di professione tessitrice. Padrino Lorenzetti Pietro del fu Antonio, di professione fornaio, domiciliato transitoriamente in Arquata.

34. Atto del 10 luglio. Andrea, nato il 9 luglio, figlio di Montesoro Giuseppe del fu Tommaso, di professione contadino e di Maria Antonia Priano del fu Andrea, di professione contadina. Padrino Montesoro Tommaso, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Demicheli Angela, di professione contadina, domiciliata in Novi.

35. Atto del 15 luglio. Rosa Pia, nata il 14 luglio, figlia Luigi Carrega di Michele, di professione bifolco e di Bovone Maria di Marcantonio, di professione nessuna. Padrino Carrega Adamo Giovanni, di professione contadino, domiciliato in Basaluzzo; madrina Carrega Rosa, di professione contadina, domiciliata in Basaluzzo.

36. Atto del 16 luglio. Teresa Cattarina, nata il 14 luglio, figlia di Pugno Giuseppe di Giuseppe, di professione contadino e di Borasi Rosa del fu Giovanni Battista, di professione tessitrice. Padrino Bisio Matteo, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Bergalio Maddalena, di professione tessitrice, domiciliata in Novi.

37. Atto del 16 luglio. Gerolamo, nato il 15 luglio, figlio di Fasciolo Carlo del fu Francesco, di professione contadino e di Fossati Maddalena di Giovanni, di professione contadina. Padrino Romagnano Carlo, di professione conciatore di pelli, domiciliato in Novi; madrina Maddalena Polastro, di professione cameriera, domiciliata in Novi.

38. Atto del 30 luglio. Michele Giacomo, nato il 26 luglio, figlio di Rebutti Nicola del fu Francesco, di professione panattiere e di Campi Margarita del fu Giuseppe, di professione nessuna. Padrino Michelangelo Rosa, di professione contadino, domiciliato in Novi.

39. Atto del 6 agosto. Maria Graziosa, nata il 3 agosto, figlia di Agostino Sansebastiano del fu Michelangelo, di professione vetturino e di Bruso Maddalena di Giorgio, di professione contadina. Madrina Maria Graziosa Torti, di professione nessuna, domiciliata in Novi.

40. Atto del 6 agosto. Pietro Angelo, nato il 5 agosto, figlio di Cattaneo Antonio del fu Giovanni Battista, di professione mediatore e di Spinso Antonia del fu Francesco, di professione sarta. Padrino Scotto Pietro, di professione mediatore, domiciliato in Novi.

41. Atto del 7 agosto. Gaetano Tommaso, nato il 6 agosto, figlio di Giuseppe Fossati del fu Michele, di professione contadino e di Margarita Repeto, di professione contadina. Padrino Tommaso Fossati, di professione contadino, domiciliato in Novi.

42. Atto del 10 agosto. Luigia, nata il 6 agosto, figlia di Cabella Antonio del fu Giuseppe, di professione contadino e di Maria Berri del fu Domenico, di professione tessitrice. Padrino Sansebastiano Biaggio del fu Stefano, di professione vetturale, domiciliato in Novi.

43. Atto del 21 agosto. Maria Maddalena, nata il 20 agosto, figlia di Gambarotta Andrea del fu Giuseppe, di professione contadino e di Campastro Maria di Paolo, di professione contadina. Padrino Cartasegna Agostino, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Legnano Giacinta di Giuseppe, di professione contadina, domiciliata in Novi.

44. Atto del 24 agosto. Maria Teresa Paola Cecilia, nata il 22 agosto, figlia di Poggio Domenico di Paolo, di professione notaio e di Montesoro Cattarina del fu Michele, di professione nessuna. Madrina Maria Zolezzi vedova Montesoro, di professione direttrice di casa, domiciliata in Novi.

45. Atto del 27 agosto. Teresa Agostina, nata il 25 agosto, figlia di Roversi Filippo del fu Gaetano, di professione cordaro e di Toni Carlotta fu Eustachio, di professione nessuna. Padrino Gambarino Agostino, di professione cordaro, domiciliato in Novi.

46. Atto del 28 agosto. Luigia Cattarina, nata il 28 agosto, figlia di Poggio Giovanni di Giuseppe, di professione giornaliere e di Sansebastiano Carlota di Giuseppe, di professione tessitrice. Padrino Frisone Andrea del fu Giacomo, di professione facchino, domiciliato in Novi; madrina Poggio Luigia, di professione tessitrice, domiciliata in Novi.

47. Atto del 30 agosto. Agostino Giovanni Battista, nato il 30 agosto, figlio di Cabella Tommaso del fu Marziano, di professione contadino e di Tommasina Pallavicino di Pietro, di professione contadina. Padrino Gandino Cristoforo fu Sebastiano, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Allignano Giacinta di Giuseppe, di professione contadina, domiciliata in Novi.

48. Atto del 4 settembre. Maria, nata il 4 settembre, figlia di Bisio Giacomo del fu Stefano, di professione contadino e di Casella Francesca del fu Andrea, di professione contadina. Padrino Repetto Biaggio del fu Simone, di professione contadino, domiciliato in Novi.

49. Atto del 10 settembre. Maria Teresa, nata l’8 settembre, figlia di Savio Giuseppe di Ambroggio, di professione maestro di musica e di Gazzo Rosa di Giuseppe, di professione nessuna. Padrino Brenta Pietro di Andrea, di professione capo muratore, domiciliato in Novi.

50. Atto del 16 settembre. Maddalena, nata il 16 settembre, figlia di Persano Tommaso di Filippo, di professione muratore e di Fossati Maria [?] del fu Mattia, di professione tessitrice. Padrino Persano Giuseppe, di professione muratore, domiciliato in Novi.

51. Atto del 17 settembre. Giacinta Maria, nata il 16 settembre, figlia di Audone Giovanni Battista del fu Domenico, di professione contadino e di Demicheli Giovanna del fu Giacomo, di professione contadina. Padrino Ricelli Giovanni Battista di Andrea, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Allegnani Giacinta di Giuseppe, di professione contadina, domiciliata in Novi.

52. Atto del 18 settembre. Angela, nata il 17 settembre, figlia di del fu Fossati Guglielmo del fu Mattia, di professione contadino e di Bisio Maddalena del fu Bartolomeo, di professione contadina. Padrino Girardengo Angelo fu Giovanni Battista, di professione contadino, domiciliato in Novi.

53. Atto del 19 settembre. Luigia, nata il 18 settembre, figlia di Corte Matteo del fu Bartolomeo, di professione muratore e di Minardi Teresa di Giuseppe, di professione rivendagliola. Padrino Gusmerno Bartolomeo del fu Giuseppe, di professione calsetaio, domiciliato in Novi.

54. Atto del 20 settembre. Domenico Ottavio, nato il 20 settembre, figlio di Berri Paolo del fu Domenico, di professione falegname e di Degiorgio Maria di Ottavio, di professione tessitrice. Padrino Pelizzari Domenico di Giovanni Antonio, di professione fornaciaio, domiciliato in Novi; madrina Daglio Agostina di Pietro, di professione nessuna, domiciliata in Novi.

55. Atto del 24 settembre. Cattarina Giuseppa Luigia, nata il 23 settembre, figlia di Cabella Angelo del fu Luigi, di professione bottegaio e di Borghero Angela di Paolo, di professione bottegaia. Madrina Cabella Cattarina del fu Luigi, di professione ostessa, domiciliata in Novi.

56. Atto del 28 settembre. Giovanni Battista, nato il 25 settembre, figlio di Canevari Giovanni del fu Giovanni Battista, di professione canepino e di Legnani Celestina di Giovanni Battista, di professione cucitrice. Padrino Montesoro Giovanni Battista di Pasquale, di professione tessitore, domiciliato in Novi; madrina Rebagliati [?] Maria, di professione sarta, domiciliata in Novi.

57. Atto del 1° ottobre. Maria Francesca Luigia, nata il 30 settembre, figlia di Bottaro Bartolomeo del fu Giovanni, di professione muratore e di Bisio Barbara, di professione contadina. Padrino Giuseppe Francesco Ghiglione, di professione stalliere, domiciliato in Novi; madrina Bovone Luigia, di professione filatrice, domiciliata in Novi.

58. Atto del 1° ottobre. Francesca, nata il 1° ottobre, figlia di Fossati Marco del fu Marco, di professione contadino e di Saio Assunta di Andrea, di professione contadina. Padrino Luigi Saio, di professione contadino, domiciliato in Novi; madrina Rosa Saio, di professione contadina, domiciliata in Novi.

59. Atto del 18 ottobre. Carola Maria, nata il 18 ottobre, figlia di Cumo Giuseppe del fu Giacomo Antonio, di professione conciatore di pelli e di Motta Rosa di Giuseppe, di professione filatrice. Padrino Codevilla Giuseppe del fu Francesco, di professione calzolaio, domiciliato in Novi; madrina Guido Giovanna, di professione tessitrice, domiciliata in Novi.

60. Atto del 21 ottobre. Pasquale, nato il 21 ottobre, figlio di Ponta Lorenzo del fu Franco, di professione canepino e di Cabella Maria, di professione tessitrice. Padrino Poccio Andrea, di professione ortolano, domiciliato in Novi.

61. Atto del 22 ottobre. Luigi Tommaso Vincenzo, nato il 22 ottobre, figlio di Martino Oneto [di] Cipriano, di professione negoziante e di Delle Piane Giovanetta di Mariano, di professione nessuna. Padrino Luigi Tommaso Leale, di professione studente in medicina, domiciliato in Cassano Spinola.

62. Atto del 12 novembre. Maria Benedetta Agostina, nata il 12 novembre, figlia di Repetto Paolo del fu Francesco, di professione postilione e di Giuditta Cattaneo del fu Paolo, di professione filatrice. Padrino Montemerlo Agostino, di professione domestico, domiciliato in Novi.

63. Atto del 22 novembre. Cattarina Carlota Giuseppina, nata il 20 novembre, figlia di Levrero Giuseppe di Bartolomeo, di professione dentista e di Verdana Maddalena di Francesco, di professione nessuna. Padrino Francesco Ghilione fu Paolo, di professione stalliere, domiciliato in Novi; madrina Fossati Cattarina, di professione nessuna, domiciliata in Novi.

64. Atto del 22 novembre. Maria Maddalena, nata il 21 novembre, figlia di Ferrari Cristoforo del fu Giovanni, di professione  carrettiere e di Malaspina Maria Antonia di Giuseppe, di professione tessitrice. Padrino Ravazzano Giacomo, di professione sarto, domiciliato in Novi.

65. Atto del 25 novembre. Luigia, nata il 24 novembre, figlia di Demicheli Gioachino del fu Sebastiano, di professione proprietario e di Anna Beraudo di Giovanni Battista, di professione nessuna. Padrino Luigi Bava, di professione impiegato, domiciliato in Novi.

66. Atto del 3 dicembre. Francesco Agostino, nato il 2 dicembre, figlio di Bottaro Giuseppe del fu Giacomo, di professione contadino e di Audone Maria, di professione contadina. Padrino Spinoso Giovanni, di professione fabbro ferraio, domiciliato in Novi.

67. Atto del 30 novembre. Bambino [segnato anonimo] nato il 29 novembre, figlio di Tinello Giovanni, di professione fabbro ferraio e di Repetto Giuseppa, di professione tessitrice. Battesimo amministrato dall’ostetrica Carbonara Maria per il temuto pericolo di morte.

novinostra-atto-battesimo

68  Atto del 17 dicembre. Cattarina Domenica, nata il 16 dicembre, figlia di Rocco Bastiano del fu Domenico, di professione contadino e di Borasi Giulia di Franco, di professione contadina. Padrino Borasi Giovanni del fu Carlo, di professione contadino, domiciliato in Novi.

69  Atto del 22 dicembre. Guido Filippo, nato il 21 dicembre, figlio di Roggiero Luigi di Guido, di professione canepino e di Stringini Rosa di Gaudenzio, di professione nessuna. Padrino Filippo Roversi, di professione cordaro, domiciliato in Novi.

70  Atto del 23 dicembre. Antonia Giuseppa Onorata Vittoria, nata il 22 dicembre, figlia di Cambiaggio Giuseppe del fu Michele, di professione volontario all’Insinuazione e di Perolo Luigia di Giovanni, di professione nessuna. Battesimo amministrato in casa dal dottore Melchiorri.

71  Atto del 24 dicembre. Luigi Natale, nato il 22 dicembre, figlio di Campi Michele del fu Giacinto, di professione mediatore e di Sansebastiano Antonia del fu Luigi, di professione tessitrice. Padrino Balustro, di professione caffettiere, domiciliato in Novi.

72  Atto del 25 dicembre. Maria Natalina, nata il 25 dicembre, figlia di Repetto Matteo del fu Agostino, di professione contadino e di Piacentino Rosa di Francesco, di professione contadina. Madrina Lago Teresa, di professione contadina, domiciliata in Novi.

73  Atto del 26 dicembre. Maria Natalina, nata il 25 dicembre, figlia di Gamaleri Bartolomeo del fu Paolo, di professione militare e di Borasi Maria, di professione tessitrice. Padrino Molinari Bartolomeo, di professione calzolaio, domiciliato in Novi.

 

Le professioni dei genitori, dei padrini e delle madrine

Nelle 73 registrazioni di battesimo della Parrocchia di Sant’Andrea nel 1838 sono indicate le professioni di 136 uomini e 108 donne, per un totale di 244 persone. Nell’elenco che viene presentato sono state mantenute le denominazioni originali.

 

– Uomini

agente comunale

avvocato

bifolco (2)

bottegaio

caffettiere

calsetaio

calzolaio (5)

camparo comunale

canepino (9)

capo muratore

carattiere

carrettiere

commesso in negozio

conciatore di pelli (2)

contadino (46)

cordaro (3)

dentista

domestico (2)

fabbro ferraio (3)

facchino (3)

falegname (4)

fornaciaio

fornaio

giornaliere

impiegato

libraio

luogo-tenente

maestro di musica

maestro muratore

mediatore (3)

militare

muratore (5)

negoziante (2)

notaio

ortolano

oste (4)

panattiere

postilione

proprietario (5)

ramaio

sarto (4)

stalliere (2)

studente in medicina

tessitore

vetraro colorista

vetturale (2)

vetturino

volontario all’Insinuazione

 

– Donne

bottegaia (4)

cameriera

contadina (41)

cucitrice (2)

direttrice di casa (3)

filatrice (5)

fornara

nessuna (16)

ortolana

ostessa (2)

rivendagliola

rivendigliuola

sarta (5)

servente

tessitrice (24)

 

I fanciulli esposti

1.      9 gennaio, Modesto Orsini

2.      11 gennaio, Igino Savio

3.      16 gennaio, Liberata Bossana

4.      18 gennaio, Giovanni Canoto

5.      30 gennaio, Giuseppe Adiodato

6.      14 febbraio, Valentina Pavia

7.      28 febbraio, Romano Borragine

8.      17 aprile, Innocenzo Fortunato

9.      22 aprile, Virginia Tegalata

10.    22 aprile, [?] Coriande

11.    4 maggio, Luigi Ritrovato

12.    10 maggio Gregorio Arcole

13.    15 maggio, Giacinta Remota

14.    22 maggio, Isidoro Desiderio

15.    14 giugno, Lembania Prata

16.    15 giugno, Vito Cardi

17.    25 luglio, Luigia Pavia

18.    28 luglio, Celso Guzman

19.    3 settembre, Serafina Settembrina

20.    13 settembre, Maurilio Triviglio

21.    17 settembre, Giuseppe Aspertino

22.    27 settembre, Damiano Settembrino

23.    29 settembre, Arcangela Placida

24.    3 ottobre, Candida Onorata

25.    20 ottobre, Colombana Orsola

26.    4 novembre, Narciso Umberto

27.    7 novembre, Bibiana Novembrina

28.    3 dicembre, Faustina Ottebrina

29.    9 dicembre, Ottone Dalmazzo

30.    11 dicembre, Lauritano Damaso

31.    18 dicembre, Saturnino Fortunato

32.    18 dicembre, Clemente Fortunato

33.    24 dicembre, Vittoria Liberale

34.    29 dicembre, Tomaso Cantuario

 

NOTE

[1] Per la stesura di questo articolo sono stati utilizzati i seguenti testi: Stato civile e anagrafe. Evoluzione storica. Note illustrative. Ordinamento, Noccioli, Firenze, 1988; Consegnare la memoria. Manuale di archivistica ecclesiastica, Giunti, Firenze, 2003; Vincenzo Bo, La parrocchia tridentina, EDB, Bologna, 2004; Gino Badini, Archivi e chiesa. Lineamenti di archivistica ecclesiastica e religiosa, III ed., Patron, Bologna, 2005. Ulteriori annotazioni riguardanti la documentazione archivistica sono reperibili in: Augusto Antoniella, L’archivio comunale postunitario, La Nuova Italia, Firenze, 1979, pp. 29-31; Paola Carucci, Le fonti archivistiche: ordinamento e conservazione, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1983, p. 107. Altre informazioni, soprattutto riferite ai lavori nazionali per la ricostruzione delle fonti per la storia della popolazione, sono presenti in: Le scritture parrocchiali di Roma e del territorio vicariale, Quaderni della Rassegna degli archivi di Stato, 59, Ministero per i beni culturali e ambientali, Roma, 1990.

[2] Gino Badini, cit., p. 154.

[3] Sessione XXIV. Nel capo I del decreto Tametsi si legge: “Habeat parachus librum in quo coniugum et testium nomina, diemque et locum contracti matrimonii describat, quem diligenter apud se custodiat”. Per i battesimi, nel capo II dello stesso decreto si legge: “In libro eorum nomina describat”.

[4] Occorre anche segnalare la Nota dei cittadini che abitano sotto il distretto della Parrocchia di S. Andrea dai 20 anni in poi coll’indicazione della loro età, stato e numero di casa ove dimorano compilata fra il 25 e il 28 agosto 1799 conservata nel primo fascicolo del faldone 24 della Prima sezione dell’Archivio storico comunale.

[5]Per la Parrocchia di Sant’Andrea mancano i registri dei battesimi per gli anni 1854, 1855, 1858 e 1859; per la Parrocchia di San Pietro manca il registro dei battesimi del 1856.

[6] Manca il registro per l’anno 1855.

[7] Manca il registro per l’anno 1863.

5 thoughts on “Lo stato civile di Novi Ligure fino al 1865 nei registri dell’Archivio storico comunale

  1. Dario Giacomini

    Buongiorno sig. Brunetti.
    sto ricostruendo per diletto l’albero genealogico delle mie figlie.
    Un ramo di questo albero (quello relativo alla nonna materna, mia suocera) è novese e sono ormai da tempo in comunicazione con l’ufficio dello Stato Civile di Novi, che mi ha fornito con precisione e pazienza numerosi estratti di atti di nascita, matrimonio e morte relativi ai vari antenati.
    Sto procedendo seguendo le tracce presenti negli atti e ormai sono quasi arrivato al limite estremo degli archivi dello Stato Civile italiano: atti di morte di persone defunte negli anni ’70 del 1800.
    Oggi, cercando qua e là, ho trovato questo suo articolo che mi apre una nuova porta, quando mi ero ormai rassegnato a una lunga sosta nelle ricerche prima di avere il tempo di rivolgermi alle parrocchie.
    Approfitto per chiederle come si può accedere alla consultazione dei registri di Stato Civile sardi e napoleonici di cui parla. Certo non tramite lo Stato Civile, che mi ha già consigliato di rivolgermi alla Collegiata.
    Grazie mille e un saluto.
    Dario Giacomini
    Como

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    1. Redazione Novinostra Autore articolo

      Buongiorno Sig. Giacomini,
      per approfondire la sua ricerca e metterla in contatto con l’autore dell’articolo la invito a scrivere al Sig. Carlo Tono della “Società Storica del Novese” all’indirizzo carlotono@libero.it.

      Un saluto e in bocca la lupo per la sua ricerca.
      Redazione NOVINOSTRA

      Rispondi
      1. Giacomo Crovara Pescia

        Egregi signori della Redazione Novinostra. Da un po di tempo ,sono interessato alla storia della famiglia Pescia ed ho trovato una annotazione delle famiglie Ovadesi nel 1600 (articolo n26 Pubblicato su “Voce Fraterna” del dicembre 1970,che menzionava i Pescia con relativo stemma .Incuriosito passando da Ovada ho notato lo stesso stemma sul palazzo detto Pescia.Noi siamo sempre vissuti dal 1190 a Rapallo e dopo il 1600 a Palermo ,per ritornare poi a Rapallo e Genova,percio’ vedere questo palazzo con lo stemma e non sapere nulla a chi apparteneva ed in quale anno fu edificato mi incuriosisce molto.Ringrazio da subito chi puo darmi delle notizie o fornirmi documentazioni su questa famiglia ad Ovada Molto cordialmente Crovara Pescia Giacomo

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