RICORDO DEL GIORNALISTA CESARE VIAZZI

di FRANCESCO MELONE

La Società,periodico del Circondario di Novi Ligure, l’11 dicembre 1887 dava la notizia del decesso del Cav. Tito Giuseppe. Viazzi e porgeva le proprie condoglianze alla moglie, M. Teresa Ricci di Villalvernia. e al figlio Cesare. Il fascicolo di Carlo Tacchino, Il valore dei novesi nella Grande Guerra, riporta la fotografia dell’avv. tenente Carlo Alberto Viazzi, con le motivazioni delle medaglie conseguite, di bronzo e d’argento al Valor Militare. Panorama di Novi, nel numero del 3 agosto 2012, ha dato la notizia del decesso del giornalista Cesare Viazzi avvenuto 27 luglio, con un articolo del collega RAI Alberto Masoero e con un commosso ricordo del compagno di studi Pier Eligio Bertoli.

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Cesare Viazzi (1857-1943). La madre Maria Teresa Ricci e la bambina Pernigotti ritratte  in un particolare del dipinto della chiesa di Bettole:”S.Anna insegna alla Figlia”

La famiglia Viazzi, con origini di piccola nobiltà monferrina, abitò in Novi nel Palazzo Pernigotti e nel “Grattacielo” di via Adua. La moglie di Tito Giuseppe  era proprietaria di una tenuta alle Bettole di Villalvernia. Il figlio Cesare la ritrasse nel volto di S. Anna del grande dipinto della Chiesa di Bettole e per l’immagine della Vergine Maria prese a modello la bambina Pernigotti. La Notizia, di Alessandria, l’11 dicembre 1984, titolava: “Al cimitero di Novi Ligure trovato il cippo funerario di Tito Viazzi, medaglia d’argento del Risorgimento”, medaglia conseguìta  nella Battaglia di San Martino del 24 giugno 1859, per esser stato tra i primi ardimentosi a muovere all’assalto, come scrive il corrispondente Ordine del giorno del Comando Generale dell’Armata Sarda. Ferito gravemente al petto, Tito, nominato Cavaliere della Corona d’Italia, Ordine  istituito dal  re Vittorio Emanuele II, concluse poco dopo la carriera militare col grado di Maggiore.

Il figlio Cesare, che non volle saperne di carriera militare, ebbe i primi insegnamenti di disegno da Michele Cavanna. Si diplomò all’Istituto Tecnico di Novi e immediatamente dopo guadagnò            una borsa di studio per l’Accademia artistica di S. Lucia in Roma, ma il distacco dalla cittadina avvenne solo nel 1893, per stabilirsi a Genova dove era stato nominato professore all’Accademia Ligustica. Aveva intanto sposato la novese Caterina Ghiara. Ancora il periodico novese La Società, in un numero d’inizio 1894, pubblicava una intera pagina illustrata col titolo Le pitture del Viazzi nel palazzo Raggio. Il quotidiano genovese Il Lavoro del 17 maggio 1906, nel fare la rassegna dei dipinti esposti alla Promotrice, si sofferma sui quadri di “Viazzi Cesare da Novi Ligure”. L’Accademia Filarmonica artistico-letteraria di Novi, nel 1951, gli dedicò una importante mostra postuma. Novinostra lo ricordò con un ampio saggio dello studioso Giovanni Grasso nel numero di dicembre 1972.

Carlo Alberto, figlio del pittore, praticò l’avvocatura nello studio di A. Camusso sino a quando, nel 1935, venne richiamato dal Generale A. Ricagno allo Stato Maggiore di Addis Abeba. Dal 1941 patì un lungo calvario nei campi di prigionia e morì a causa delle invalidità contratte nel servizio militare. Dichiarato Caduto per la Patria gli venne conferita la Medaglia al Merito Civile alla Memoria per la grande umanità mostrata anche con gesti eroici dei quali scrissero dettagliatamente Panorama di Novi del 24 agosto e Il novese del 3 novembre 1977.

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Il giornalista Cesare Viazzi riceve la Medaglia al Merito Civile alla Memoria del padre Avvocato, Maggiore dei Bersaglieri, Carlo Alberto

Siamo giunti al Cesare Viazzi giornalista e non è sicuramente per caso che uno dei primi servizi a colori al quale partecipa sia dedicato a “Novi, terra di confine”;.

Nato a Genova il 2 marzo 1929, abita infatti con la famiglia nella nostra città, in via Adua 64 (oggi via Cavallotti), dove frequenta le elementari e il  ginnasio “Andrea Doria”. Le vacanze estive le trascorre a Predosa, nella casa del nonno. Termina le superiori a Genova e inizia l’Università, ma non vuole saperne della professione di medico dentista, per la quale insiste il ben affermato zio Giorgio.

Non ancora ventenne esordisce nel giornalismo come cronista e critico teatrale e nel 1959 è assunto dalla RAI-Radiotelevisione Italiana, .della quale sarà a lungo radiotelecronista e inviato speciale. Con servizi registrati, radiocronache e telecronache dirette è impegnato in numerose trasmissioni sportive, in particolare Tutto il calcio minuto per minuto e 90° minuto.

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Tg3 Speciale del 13 maggio 1981 – L’annuncio dell’attentato a S.S. Giovanni Paolo II

Nel 1979 fa parte del ristretto numero di giornalisti che – sotto la direzione di Biagio Agnes – sperimenta e dà vita alla Terza Rete e al TG 3. Nominato caporedattore degli speciali del TG 3 è titolare di diverse rubriche di prima serata: 3 Settimanale (1980 – 1981), TG3 Set (1982 – 1983), Tresette (1984 – 1986), nelle quali introduce la fiction. Ottiene Il  Microfono d’argento e il Premio Fiuggi. Successivamente è caporedattore a Cosenza e a Genova. Nel 1988 è nominato Vicedirettore giornalistico nazionale e assume la Direzione della Sede Regionale RAI per la Liguria.

All’Università di Genova ha insegnato Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa e Storia del giornalismo sportivo. Ha scritto libri e saggi sulla storia e le arti liguri.

Gli incontri da Carletto o al Viaggiatori, con i compagni di scuola Bertoli, Camusso, Chiapuzzo, Vernetti, con gli amici della Biblioteca Civica o della Società Storica del Novese sono sempre stati occasioni in cui si poteva cogliere il calore della sua cordialità.


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