LORD BENTINCK TESTIMONE DELLA BATTAGLIA DI NOVI

di PIETRO RESCIA

Lord William Bentinck (1774-1839) è un personaggio storico inglese noto soprattutto per essere stato nominato primo Governatore Generale del Bengala, carica che mantenne dal 1828 al 1835. La vita di Bentinck si intreccia con la città di Novi nel 1814, al termine del governo napoleonico, quando al comando della flotta britan nica, dopo lo sbarco a Genova, com – pen sò Novi per avere difeso dalle pretese dei francesi in ritirata i sali e i tabacchi depositati nei magazzini cittadini. Il denaro elargito venne utilizzato per finanziare la realizzazione della Fontana del Sale di Piazza Dellepiane.

La Battaglia di Novi, con la torre del castello sullo sfondo. Alexander von Kotzebue, La Battaglia di Novi, olio su tela, 355×215, 1852-1855 ca., San Pietroburgo, The State Hermitage Museum

Meno noto è il fatto che Bentinck quindici anni prima fu presente a Novi, testimone diretto della Battaglia di Novi. Nel 1799, Bentinck venne inviato dal Ministro degli Esteri britan ni co, Lord Wyndham Grenville, quale ufficiale di col le ga mento con l’esercito alleato della seconda coalizione, all’epoca impegnato nella campagna in Italia.

Bentinck fu affidato a Suvorov, il comandante russo, che egli definì venerabile e rispettabile, un buon uomo […] egli ci ricevette molto cordialmente e mi baciò su entrambe le guance. Successivamente alla Battaglia di Novi, quando Suvorov lasciò l’Italia per l’infausta missione in Svizzera, venne distaccato presso il comandante austriaco Bellegarde [1].

Egli spese due anni nel nostro paese, eccettuata una interruzione per rientrare in famiglia durante l’inverno 1799-1800. Fu spettatore, oltre che della Battaglia di Novi, della Battaglia del Trebbia e dell’assedio di Cuneo. Si ritirò insieme alle truppe austriache dopo Marengo e, quando l’Austria dovette siglare l’armistizio e cedere gran parte dei propri territori italiani, spese alcuni mesi a Trieste e Venezia, prima di rientrare in Inghilterra nell’aprile del 1801.

Durante la campagna del 1799, che egli definì con ardore giovanile la più brillante che la storia abbia mai conosciuto, egli scrisse lettere e dispacci; tra questi documenti sono disponibili due lettere riferite alla Battaglia di Novi. La prima lettera non è firmata ma si può ritenere a lui attribuibile. Venne scritta il 17 agosto, due giorni dopo la battaglia. Il destinatario è l’Ammiraglio Horatio Nelson, all’epoca di stanza a Palermo. La missiva è conservata alla British Library dove è stata consultata [2]. La traduzione della lettera è riportata nel seguito, mentre il testo originale è presente nelle note [3] .

William Bentinck in un’incisione dell’epoca

[I]

Novi, 17 agosto Il 14 agosto, l’armata francese composta da 30 mila uomini sotto il Comando del Generale Joubert si assembrò sulle alture sovrastanti Novi, le quali fanno da termine al l’estesa pianura piemontese. Nello stesso giorno i corpi d’armata dei Generali Kray e Bellegarde marciarono uniti verso Frugarolo. Il Feldmaresciallo con una considerevole armata di russi era posizionato a Pozzolo Formigaro. Il Generale Melas, con la restante parte dell’esercito, era accampato a Rivalta allo scopo di presidiare l’assedio di Tortona; o di agire come le circo stanze avessero richiesto. Il Feldmaresciallo determinò l’avvio delle operazioni alle cinque di mattina del 15 agosto. Il Generale Kray iniziò il suo attacco sul lato sinistro della linea nemica. Dopo un combattimento molto sanguinoso di diverse ore, Kray non fu in grado di penetrare le linee nemiche e fu obbligato al ritiro. Un valoroso tentativo fu intrapreso anche dai russi contro il centro della linea nemica senza successo. Un secondo attacco fu avviato a mezzogiorno al centro-sinistra della linea dei francesi ma, dopo un conflitto disperato, fu constatata l’impossibilità di forzare le loro forti posizioni. I francesi, soddisfatti dal successo della loro difesa, non approfittarono del loro vantaggio. Fortunatamente, in quel momento, il Generale Melas giunse da Rivalta con sedici battaglioni di fanteria austriaca e irruppe sul lato destro del nemico, il quale fu obbligato a indietreggiare. Continuando l’attacco con vigore, egli provocò enorme disordine nelle truppe francesi e la vittoria fu infine conseguita. Il Generale Joubert fu ucciso nelle prime fasi delle azioni. Moreau succedette al comando. Egli era stato rimpiazzato da Joubert presente come spettatore. I generali Grouchy, Colli, Pérignon e Partouneaux con quattromila uomini sono stati fatti prigionieri. Gli alleati hanno preso settantaquattro carri e trentatré cannoni. L’intero esercito è stremato. Mi spiace ammetterlo, l’esercito austriaco e russo sono stati grandiosi. La vittoria è stata completa ma le perdite notevoli. La seconda lettera porta la data del 19 agosto. Il destinatario è Lord Grenville. Il documento, presumibilmente conservato alla Nottingham University Library [4], non è stato consultato in originale, bensì nella trascrizione apparsa sul The European Magazine, and London Review nel settembre del 1799[5]. La traduzione della lettera è riportata nel seguito, il testo originale nelle note [6].

[II]

Novi, 19 agosto Mio Lord La colonna al comando del Generale Kray arrivò ad Alessandria da Mantova il 12 agosto e il giorno seguente proseguì verso il luogo di destinazione, alla sinistra delle truppe alleate, in accordo al piano delle operazioni che le inviai qualche tempo fa. Il 12 il nemico effettuò movimenti in punti differenti apparendo come se stesse meditando un qualche attacco. Al Generale Kray fu quindi ordinato di rimanere ad Alessandria fino nuovi ordini. Il Generale Bellegarde, con ottomila uomini, era a Terzo e il Feld maresciallo, con seicento russi, a Pozzolo Formigaro, suo posizionamento avanzato di fronte a Serravalle. La restante parte delle truppe alleate rimase posizionata a Rivalta. Il 13 agosto il nemico continuò ad avanzare in gran numero. Il Maresciallo diede l’ordine di non ingaggiare i francesi con azioni parziali, conseguentemente, il Generale Bellegarde marciò in avvicinamento al nemico verso Riotorto, lungo l’Orba. I posizionamenti avanzati prima di Serravalle furo no rafforzati, mentre i francesi pren – devano possesso di Novi. Il 14 agosto il Generale Kray avanzò verso Fresonara. Si sperava che il Generale Kray potesse riuscire a tagliare una piccola colonna di francesi che seguì il Generale Bellegarde fino a Castelferro, ma nella prima mattina del 14 agosto la colonna deviò alla sua destra e marciò verso Novi, dove si ricongiunse con l’insieme delle forze francesi che lì erano concentrate. La grande estesa piana del Piemonte è terminata a Novi da una lunga cresta di colline, la quale emerge così bruscamente, e così ripida, che la sua ascesa è estremamente difficile, pur se di altezza non molto elevata. Essa si estende verso Basaluzzo, su un lato, e verso Serravalle, sul lato destro. Sulle sue alture era accampato il nemico il 15 agosto, l’ala destra verso Serravalle, il centro a Novi e il fianco sinistro verso Basaluzzo, così da dominare l’intera piana. L’esercito era comandato dal Generale Joubert e consisteva di sei divisioni, per un ammontare di circa trentamila uomini; il loro obiettivo era di rompere l’assedio di Tortona, con l’intenzione di attaccare le truppe alleate il 16 agosto; il Feldmaresciallo, tuttavia, era determinato nell’anticipare i loro propositi e ordini vennero impartiti al Generale Kray affinché assumesse sotto il suo comando le armate del Generale Bellegarde e ingaggiasse il lato sinistro della formazione nemica, mentre ai Russi fu ordinato di attaccare frontalmente alla loro posizione. Come venne riportato che il nemico aveva distaccato una considerabile armata sulle montagne verso Tortona, il Generale Melas rimase a Rivalta con il rimanente dell’esercito, al fine di proteggere l’assedio di Tortona, o per marciare a supporto del Maresciallo, qualora necessario. L’attacco venne condotto dal Generale Kray alle cinque del mattino del 15 agosto, e continuò con grande violenza per diverse ore, ma la difficoltà offerta dal terreno e il numero dei francesi lo obbligarono a ritirarsi. Nel mentre, anche i russi ingaggiarono il fronte nemico, ma vennero respinti con gravi perdite. Alle due del pomeriggio circa, il Generale Kray fece un secondo tentativo sul fianco sinistro del nemico, mentre i russi, contemporaneamente, provarono a penetrare nel centro dello schieramento. Nonostante l’eccezionale coraggio delle truppe alleate, i francesi mantennero le loro posizioni. Per grande fortuna, in quel momento il Generale Melas arrivò con sedici battaglioni di fanteria austriaca, portando un attacco all’ala destra dello schieramento nemico, il quale venne battuto senza difficoltà. Avendo aggirato il fianco del nemico, Melas, facendo tesoro del vantaggio acquisito, prese possesso di Novi. I russi immediatamente marciarono anch’essi attraverso Novi, sostenendo l’attacco del Generale Melas con grande vigore, e l’intera linea francese precipitò nella confusione e si ritirò in grande disordine. L’intera linea si riunì ancora sotto al Generale Grouchy, comandante di divisione, che cercò di radunare i suoi uomini, ma invano; egli venne preso prigioniero. Tre altri Generali, Colli, Partouneaux e Pérignon, quattro mila prigionieri, trenta cannoni, e cinquantasette carri, sono stati il risultato di questa vittoria. Temo che le perdite per le truppe alleate ammontino a quasi cinquemila uomini. Ho dimenticato di menzionare il fatto che il Generale Joubert fu ucciso, e che Moreau, il quale era presente come volontario, ha nuovamente preso il comando dell’esercito. Con l’onore di essere vostro ubbidiente servitore W. Bentinck

Le ragioni per cui è possibile attribuire a Bentinck, con ragionevole certezza, la lettera inviata a Nelson il 17 agosto, sono molteplici.

John Francis Rigaud, Captain Horatio Nelson (1758-1805), olio su tela, 127×101,5, 1781, Greenwich London, National Maritime Museum

Vi sono evidenze di una corrispondenza tra Nelson e Bentinck. Il giorno precedente, il 16 agosto 1799, Nelson scrisse a Bentinck informandolo dei movimenti delle flotte alleate[7]. La lettera ha stile rispettoso ma senza forme ossequiose. Si noti la considerazione quasi colloquiale relativa alla grandiosità delle armate russe e austriache. Colui che scrisse la missiva dovette essere personaggio appartenente all’establishment. La lettera è esempio di inglese forbito.

L’utilizzo di verbi quali to assemble o to retialiate, di aggettivi come extensive o gallant, di espressioni come in devour, la capacità di sintesi e la grammatica elegante, fanno ritenere che lo scrivente avesse ricevuto una educazione superiore. Dal confronto con la lettera firmata sono riscontrabili alcune assonanze.

Si noti ad esempio: the heights above Novi, which terminate the extensive plain of Pie[d]mont, che diviene the great and extensive plain of Piedmont is terminated at Novi, oppure, Fortunately, at this moment, General Melas arrived from the lamp at Rivalta with 16 Battalions of Austrian Infantry & fell upon the enemy right, che diviene, Most fortunately, at this moment, General Melas arrived with sixteen battalions of Austrian Infantry, attacked the enemy’s right.

Nella sostanza le due lettere non differiscono significativamente tra loro, ancorché la prima sia destinata a un militare e la seconda, scritta con maggiore calma e più dettagliata, ad un politico. Non ci sono ragioni per ritenere che le lettere contengano distorsioni dei fatti volute, sebbene l’immediatezza dei resoconti nella confusione dei giorni successivi alla battaglia, e il fatto che Bentinck osservò gli eventi dalle retrovie al seguito delle truppe russe, non escludono inconsapevoli inesattezze. Sono presenti alcuni elementi distonici rispetto alla storiografia ufficiale. Le fasi precedenti alla battaglia riportano una avanzata, priva di esiti, del Generale Kray in direzione di Fresonara, al fine di accerchiare una sortita minore delle truppe francesi avvenuta il 14 agosto non citata altrove.

John Hoppner, William Wyndham Grenville, 1st Baron Grenville, olio su tela, 768×635, 1800 ca, London, National Portrait Gallery

Nei resoconti non si trova menzione delle repentine modifiche ai piani militari la sera precedente alla battaglia o di ritardi nell’avvio dell’attacco iniziale da parte delle truppe russe riportate da altre fonti. Elementi aggiuntivi potrebbero giungere da ulteriori lettere scritte da Bentinck durante la campagna in Italia e, in particolare, del reperimento della lettera citata nella seconda missiva, dove Bentinck scrisse a Grenville informandolo del piano delle operazioni.

NOTE

1 John Rosselli, Lord William Bentinck: The Making of a Liberal Imperialist, 1774-1839, University of California Press, Berkeley and Los Angeles, 1974.

2 Vol. XII. (XI. ff. 427) Add MS 34913: 1 Aug 1799- 20 Sep 1799 f. 129 Novi, Sardinia: Defeat of the French under Gen. Joubert at: 1799.

3 Novi August 17th 1799. On the 14th of August, the French Army consisting of 30000 men under the Command of General Joubert assembled upon the heights above Novi, which terminate the estensive plain of Pie[d]mont. On the same day, the corps of General Kray and Bellegarde united marched to Frugarolo, The Feld Marshall with a considerable corps of Russians was posted at Pozzolo Formigaro, General Melas with the remainder of the Army was encamped at Rivalta for the purpose of covering the site of Tortona, or of acting as circumstances should require. The Feld Marshall resolved to attach the enemy at 5 in the morning of the 15th, General Kray began his attach upon the left of the enemy’s line. After a very bloody engagement of the several hours he was not able to make any impression and was obliged to retire. A very gallant attempt was also made but the Russian upon the center of the enemy’s line, but with the same ill success, a second attach was made at twelve o’- NOVINOSTRA IN NOVITATE, III, 5, GIUGNO 2018 John Hoppner, William Wyndham Grenville, 1st Baron Grenville, olio su tela, 768×635, 1800 ca, London, National Portrait Gallery 9 clock upon the left of center of the French, but after a very desperate conflict it was found impossible to force their strong position. The French were content with defending themselves, & made no attempt to follow up this advantage. Fortunately, at this moment General Melas arrived from the lamp at Rivalta with 16 Battalions of Austrian Infantry & fell upon the enemy right which he obliged to fall back. Continuing to attach with vigor he completely succeeds in turning their flank & taking the enemy both in flank & rear the whole line retaliated in the greatest disorder & a most decisive victory has been gained. General Joubert was killed early in the action. Moreau succeeded to the commend. He had been superseded by Joubert & was only present as a spectator. General Gravechy, Colli, Perignan & Bordonau with 4000 men have been made prisoners. The allies have taken 74 tumbrils & 33 pieces of cannons. The whole Army is in devour. I am sorry however to add that the corps of the Austrian & Russians has been very great. The victory has been complete but deadly thought.

4 Papers of Lord William H. Cavendish Bentinck (1774-1839), soldier, politician and statesman: Early military career to 1803.

5 Philological Society of London, The European Magazine: And London Review, Volume 36, September 1799.

6 Novi, Aug. 19. My Lord, The column under the command of Gen. Kray arrived at Alexandria, from Mantua, on the 12th, and on the day following was to have proceeded to the place of its destination, on the left of the whole, according to the plan of operations which I sent your Lordship some time ago. On the 12th the enemy was in motion in different points, and it appeared as if he meditated some attack. Gen. Kray was therefore ordered to remain at Alexandria till further orders. General Bellegarde, with eight thousand men, were at Serzo, and the Field Marshal, with six hundred Russians, was at Possolo Formigolo; his advanced posts in front of Seravalle. The remainder of the troops was at Rivalta. On the 13th the enemy continued to advance in great numbers. The Marshal had given orders that no partial action should be engaged in with the French; in consequence of which Gen. Bellegarde was directed upon the approach of the enemy to march to Ritorta upon the Orba. The advanced posts before Seravalle were also driven in, and the French took possession of Novi. On the 14th Gen. Kray advanced to Tressonara. It was hoped that Gen. Kray might have been able to have cut off a small French column which had followed Gen. Bellegarde as far as Castelferro; but it had early in the morning of the 14th turned to its right, and had marched to Novi, where the whole French force was concentrated. The great and extensive plain of Piedmont is terminated at Novi by a very long ridge of hills, which rise so suddenly, and are so steep, that the ascent is extremely difficult, though the height is not very great; they extend towards Basaluzzo on one side, and towards Seravalle on the other, and upon these heights the enemy was encamped on the 15th, their right towards Seravalle, their centre at Novi, and their left towards Basaluzzo, overlooking the whole pain. The army was commanded by Gen. Joubert, and consisted of six divisions, amounting to about thirty thousand men; their object was to raise the siege of Tortona, and they were to have attacked the allied army on the 16th; the Field Marshal however determined to anticipate them in their intentions, and orders were given to Gen. Kray to take under his command the corps of Gen. Bellegarde and to fall upon the left of the enemy, and the Russians were to attack the front of their position. As it was reported that the enemy had detached a considerable corps in the mountains towards Tortona, Gen. Melas remained at Rivalta with the remains of the army in order to cover the siege of Tortona or to march to the support of the Marshal, if necessary. The attack was made by Gen. Kray at five o’clock in the morning of the 15th; it continued with great violence for several hours, but the difficulty of the ground and the number of the French obliged him to retire. The Russian also engaged the front of the enemy, but they were repulsed with great loss. About two o’clock Gen. Kray, made a second attempt upon the enemy’s left, while the Russian at the same time again endeavoured to penetrate the centre of the enemy’s line. Notwithstanding the utmost bravery the allied troops, the French maintained their position. Most fortunately at this moment, Gen. Melas arrived with sixteen battalions of Austrian Infantry, attacked the enemy’s right, which he beat back without difficulty. Having turned the flank of the enemy, he pursued his advantage and got possession of Novi. The Russians immediately marched through Nove, supported the attack of Gen. Melas with great vigour and the whole French line was thrown into confusion and retreated in the greatest disorder. The whole line pursued Gen. Grouchi, commending a division endeavoured to rally his men, but in vain; he was taken prisoner. There other Generals, Colli, Bordonau, and Perignan; four thousand prisoners, thirty pieces of cannon, and fifty-seven tumbrils, are the result of this victory. I fear the loss of the Allies must have amounted to near five thousand men. I forgot to mention that Gen. Joubert was killed, and that Moreau, who was present as a volunteer, has again taken the command of the army. I have the honour to be, &c. W. Bentinck.

7 “The Dispatches and Letters of Vice Admiral Lord Viscount Nelson” Volume 3, page 446, Henry Colburn, Publisher, 1845.


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