Archivi categoria: storia di novi

NOVI LIGURE: IL SUO NOME; LE SUE ORIGINI, IL SUO PRIMO DOCUMENTO

Il nome attuale di Novi Ligure è tale per decreto reale dell’ 11 gennaio 1863, a seguito della decisione unanime del Consiglio Comunale, durante la seduta del 17 settembre 1862, in cui si doveva scegliere un termine aggiuntivo all’antica denominazione, per evitare confusioni con altre località omonime entrate a far parte del Regno d’Italia dopo la sua unificazione, come la Novi in provincia di Modena.

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LORD BENTINCK TESTIMONE DELLA BATTAGLIA DI NOVI

di PIETRO RESCIA

Lord William Bentinck (1774-1839) è un personaggio storico inglese noto soprattutto per essere stato nominato primo Governatore Generale del Bengala, carica che mantenne dal 1828 al 1835. La vita di Bentinck si intreccia con la città di Novi nel 1814, al termine del governo napoleonico, quando al comando della flotta britan nica, dopo lo sbarco a Genova, com – pen sò Novi per avere difeso dalle pretese dei francesi in ritirata i sali e i tabacchi depositati nei magazzini cittadini. Il denaro elargito venne utilizzato per finanziare la realizzazione della Fontana del Sale di Piazza Dellepiane.

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Bombardamenti aerei su Novi Ligure

di MICHELANGELO MORI

Come è noto, il 10 giugno 1940 l’Italia fascista dichiarava guerra alla Gran Bretagna ed alla Francia, annunciata alle ore 18 dal balcone di piazza Venezia a Roma con un roboante discorso   ritrasmesso  in  tutte le  città del Regno e del cosiddetto Impero. Continua a leggere


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La situazione politica europea fra le battaglie di Novi e di Marengo

di FRANCESCO MELONE

Il giorno dopo la battaglia di Novi, il 16 agosto 1799, il generale Jean Victor Moreau raccoglie i resti dell’esercito francese, mentre gli Austro-Russi non  saranno più agli ordini  del vincitore, il maresciallo russo Aleksandr Vasilevic Suworow, frettolosamente inviato in Svizzera a comandare un’armata  per invadere la Francia, obiettivo mancato essendo battuto nei pressi di Zurigo, unico insuccesso della sua carriera. Continua a leggere


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Aneddotica Novese – Fatti e personaggi del Caffè Reale

Chi dalla Porta Pozzolo risale via Girardengo, troverà dapprima l’incrocio con le vie Cavour e G.C.Abba, e proseguendo alla sua sinistra, l’androne dove un tempo si accedeva ad una delle quattro sale cinematografiche della città, l’Iris. Subito dopo, proprio di fronte alla Chiesa di San Nicolò, nei locali dove oggi c’è un negozio di abbigliamento femminile ed una gioielleria c’era una volta il Caffè Reale Continua a leggere


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Divagazioni sul dialetto novese

di PIER ELIGIO BERTOLI

Nell’ultimo volume di Serafino Cavazza sulla Storia della nostra Città: ”Novi Ligure città del Piemonte” si leggono tre poesie in dialetto novese rispettivamente del 1832, del 1857 e del 1892. Il Cavazza, storico notevole, non sembra avere grande passione per i dialetti. Noi, con molta modestia, siamo sempre stati interessati alla evoluzione del dialetto che, secondo Plomteux ed altri noti studiosi, ha una base padana che dal 1529 ha ricevuto, dal punto di vista lessicale ed anche fonetico, una forte impronta genovese, rimanendo nella sua essenza non ligure. Continua a leggere


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La Confraternita e l’Oratorio della Misericordia in Novi

di FRANCESCO MELONE

Dal proemio ai “Ragionamenti Vari”, datati 1576, scritti da Lorenzo Capelloni, storico novese autore di una vita di Andrea Doria, si legge che già dal secolo precedente esistevano in Nove, con i relativi Oratori, quattro pie Confraternite di Disciplinanti: quella della S.S.Trinità dei Pellegrini e Convalescenti – la più antica, sorta nel 1482 – quella della Misericordia e della Morte ed Orazione, quella di S.Bernardino e quella di S.Maria Maddalena e S.S.Crocefisso.

Di pie unioni laiche si trovano tracce in Francia già nel secolo VIII, ma quelle del secolo XIII sono il risultato dell’imponente moto religioso, che scuote la società cristiana di quel tempo. Continua a leggere


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Canzoni d’osteria e di filanda

di RENZO FOSSATI

Alle insegne luminose che oggi contraddistinguono i caffè, i caffè-bar, le pizzerie e le gelaterie, nella Novi dei nostri bisnonni, corrispondevano modeste insegne di volgarissima latta dipinta a mano, inalberata sui pesanti usci di legno,  Le bettole non si contavano e ce n’era un po’ dappertutto, dentro e fuori le quattro porte.

L’osteria era il punto d’approdo tanto dei perdigiorno, come degli uomini d’affari: vi convenivano mediatori, contadini e manovali, gli operai delle nascenti industrie ed i colletti bianchi della pubblica amministrazione, donne di strada, ma anche donne di casa; un’accolita multiforme di genti disparate, accomunate nel culto millenario del dio fiasco e della dea bottiglia. Continua a leggere


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La fontana di Piazza Dellepiane

di FRANCESCO MELONE

« Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma », affermava attorno al 1820 il poeta romantico inglese Percy Shelley. Non esiste al mondo città più ricca di fontane di Roma. Ed è nel gioco di rimandi tra vasche e zampilli, laghetti e ponti sparsi tra i sette colli, che, a ben riflettere, affondano le radici di noi Italici, con l’acqua.. Un rapporto che trova conferme su è giù per il Belpaese – quale borgo non ha la sua monumentale fontana ? –  mentre resta senza paragoni nel resto del mondo. Continua a leggere


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I Negrone: una famiglia genovese a Novi

di DANIELA BARBIERI

Tra le molte stirpi nobiliari genovesi che in Novi hanno trovato un luogo dove investire, i Negrone emergono per l’estensione dei poderi agricoli e per la qualità delle loro dimore cittadine.

Le notizie sui Negrone a Novi fino ad oggi si sono concentrate sul puntuale e documentato studio condotto oltre vent’anni fa sul palazzo affacciato sulla piazza della Collegiata (oggi piazza Dellepiane)[1]. Noto anche come palazzo “delle Meridiane” si distingue, fra gli altri, per la presenza inconsueta di una nuvola affrescata al centro della facciata che accoglie due grandi gnomoni che segnano l’ora nelle meridiane, l’una secondo il calendario francese, e l’altra secondo l’ora italica, entrambe risalenti ai primi anni dell’Ottocento[2]. Continua a leggere


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