NUOVA STRADA REGIA A NOVI SI TEME UN CROLLO ECONOMICO

di PIER ELIGIO BERTOLI

Molti sono oggi contrari a nuovi percorsi di comunicazione riguardo a strade e ferrovie. Alludo alla opposizione, a volte molto aspra, alle linee ferroviarie T.A.V. (Treno ad Alta Velocità) e Terzo Valico. La prima abbrevierebbe il percorso ovest-est in Europa mentre la seconda darebbe un decisivo sfogo ai commerci del Porto di Genova. Il latinista direbbe “Nihil sub sole novi”, ovvero “sono cose sempre successe”. Richiamiamo il nostro interesse su avvenimenti analoghi che in un abbastanza recente passato hanno interessato le nostre zone.

Nel 1823, regnante Carlo Felice, fu aperta la cosiddetta “Strada Regia” che unisce Torino a Genova attraverso il Passo dei Giovi. Già Napoleone aveva accarezzato questa idea, ma non ebbe la possibilità temporale di realizzarla.

Sorvoliamo sulle antiche comunicazioni viarie che univano i due Centri in epoca romana medioevale, ecc. Sarebbe un ripetere nozioni già ampiamente trattate da diversi, anche autorevoli, autori. Cerchiamo di schematizzare la rete stradale prima del 1823. Novi godeva di un’ottima posizione geografica per il commercio. Il traffico da e per Genova si svolgeva attraverso il Passo della Bocchetta reso percorribile ai mezzi circa il 1580 dai genovesi che nel 1529 si erano impadroniti di Novi. Carri e carrozze entravano dalla Porta di Genova percorrendo via Corriera (oggi via Paolo da Novi), la via Girardengo ed uscivano dalle mura attraverso la Porta dei Cappuccini (o di Pozzolo o di Alessandria). Inversamente entravano dalla Porta dei Cappuccini. Lungo questo percorso l’Albergo della Posta (poi Aquila Imperiale di Carenzi e Garga) forniva il cambio dei cavalli, ristorazione ed ospitalità; era all’angolo fra la salita Ravazzano Santo e la piazza della Collegiata. In via Girardengo c’era l’Albergo Reale del quale non si è mai saputa la precisa ubicazione e il Grand Hotel Europa di G. Traverso che, secondo Marco Rescia, (1) si trovava nel  palazzo ove poi porgerà la Galleria Parodi-Perelli; questi principali locali avevano vicini altre numerose osterie-trattorie e caffè.

Altre strade erano attorno alla nostra Città.

VersoSerravalle ne esistevano tre. La più importante, omonima, nasceva dallo Zerbo, seguiva la sponda destra del rio Gazzo (allora scoperto) e più avanti  incrociava il “sentiero dei muli” (2) che era una delle più notevoli vie di comunicazione fra il Genovesato ed il Milanese. Detto sentiero provenendo da Gavi-Monterotondo raggiungeva il Guado delle Ghiare che gli consentiva di raggiungere Cassano. La strada di Serravalle si confondeva poi con la Stradella. Altre vie per Serravalle erano quelle della Barbellotta e quella del Castellone. Entrambe poste  più a sud erano meno importanti.

Esisteva la strada Novi Tortona. Il tratto Pozzolo-Tortona ere stato eseguito al tempo del Ducato di Milano. Anche attraverso la cosiddetta “strada dell’Imperatore” era possibile andare a Tortona. Detta strada correva lungo la sponda sinistra della Scrivia.

Ad Alessandria era possibile giungere attraverso Basaluzzo, Fresonara, Bosco, Frugarolo, Casal CermeÌli, Castellazzo, Cantalupo oppure attraverso Pozzolo, Pollastra, Mandrogne, Cascina Grossa, Spinetta.

Novi pertanto agli inizi dell’Ottocento (come d’altra parte già allafine del Cinquecento) era definibile un “nodo commerciale” con tutti i vantaggi che ne derivavano.

Alle fine del secondo decennio del secolo il progetto della nuova strada Torino Genova, da tempo ventilato, si avvia alla fase di realizzazione.

La Repubblica di Genova era stata unita al Piemonte (Congresso di Vienna del 1815) ed i Savoia desideravano compiere un’opera importante, necessaria per le comunicazioni ed il commercio del nuovo Stato.

La nuova strada non attraverserà più il Centro della nostra Città, ma passerà fuori le mura affiancandole dalla Porta di Pozzolo a quella dello Zerbo.

Le notizie provenienti da Torino mettono in ansia l’Amministrazione Comunale, capeggiata dal Sindaco Cristoffaro Corte, ed anche la popolazione. Nel 1818 viene stilato un documento quale supplica al Re “CON CUI L’AMMINISTRAZIONE CIVICA DI NOVI ESPONE I DANNI CHE STA PER ARRECARE ALLA CITTA’, AL COMMERCIO DELLA CITTA’, L’APERTURA DELLA NUOVA STRADA DEI GIOVI“. Potremmo anche immaginare cortei di novesi che inalberano la scritta “No Strada Regia” con in testa gli Amministratori. Allora questi metodi di protesta non erano in uso. Si mormorava molto ed il Governo Sabaudo riceveva da Novi non pochi “dispacci”. I novesi sono poi fortemente scossi da un’altra notizia. SerravaIle e Tortona si starebbero accordando, come leggiamo nella supplica del Sindaco al Re, che riportiamo integralmente (Fig. 1), per dare “OPERA ALLA RIPARAZIONE DEL COSIDETTO STRADONE, IL QUALE IN LINEA PARALLELA ALLA SCRIVIA DALL’UNA GUIDA ALL’ALTRA COMMUNE. LO SCOPO PROPOSTO DALLE MEDESIME SI E’ DI ATTIRARE A LORO L’INTERO TRAFFICO DI GENERI PROVENIENTI DA GENOVA, E DI DECLINARE DALLA MENTE, E DALL’ESPRESSA VOLONTA’ DELLA MAESTA’ VOSTRA NEL SUO DECRETO, CHE LA NUOVA STRADA DEI GIOVI ABBIA CONTINUAZIONE IN NOVE: HANNO LE DETTE COMMUNI FORMATA L’IDEA DI RIDURRE ALLA TOTALE DECADENZA L’ANTICHISSIMO COMMERCIO DI D.TA CITTA’ E SOPRA LE DI LEI ROVINE INNALZARE LA DI LORO PROSPERITA’ E RICCHEZZA“. Lo Stradone” sarebbe quello detto “dell’Imperatore” che da Serravalle corre parallelo alla Scrivia fino a Tortona. I commerci, provenienti dal Porto diGenova, troverebbero una deviazione per la Lombardia senza passare da Novi: si vorrebbe inoltre che la Strada Regia non passasse da Novi. Se ne deduce che l’attuale strada SerravaIle-Tortone che corre sulla destra della Scrivia non era ancora in essere. Lo Stradone corre sul lato opposto. La supplica al Re si chiude tragicamente con queste parole: “COSI’ E’MAESTA’, SE NOVE AVENTE UNA POPOLAZIONE DI 9 MILLA ANIME PERDE IL TRAFFICO DI GENOVA, NOVE E’ TRASFORMATO IN UN’UNIONE DI CASE DISABITATE: INNUMEREVOLI FAMIGLIE, ANDRANNO RAMINGHE; QUAL POLVE SI DISPERDERANNO, E LI TRAFFICANTI ABBANDONERANNO UNA DERELITTA CITTA’, ED ALTROVE STABILIRANNO IL LOR DOMICILIO“.

L’Amministrazione novese è alla ricerca di ogni mezzo per ottenere che il traffico commerciale non abbia a Novi il temuto crollo. E’ così che ilSindaco Cristoffaro Corte e tutta la Giunta firmano un’altra supplica al Re in data 28 maggio 1818, che pure riportiamo integralmente (Fig. 2). Fra le righe della Supplica si legge “SI DEGNERA’ CON UN TRATTO DI SUA PROVVIDA CLEMENZA ADOTTARE LA NON RECENTE IDEA D’UNA NUOVA REGIA STRADA TRA ALESSANDRIA E NOVE PASSANDO PER IL BOSCO“. I novesi raggiungevano il Bosco attraverso Basaluzzo-Fresonara per raggiungere poi Alessndria attraverso il percorso citato inizialmente. Ed i novesi aggiungono “L’ABBREVIAZIONE DI DUE MIGLIA E PIU’ DI CAMINO, LA COMODA POSTAZIONE DI TALE STRADA CHE COMPRENDEREBBE ALCUNI POVERI PAESI DE QUALI SAREBBE LA RISORSA, LA MAGGIOR FACILITAZIONE DELLE RELAZIONI COMMERCIALI TANTO INTERNE, CHE ESTERE, L’IMPIEGO DELLA CLASSE INDIGENTE NELLA FORMAZIONE, E CONSERVAZIONE DI DETTA STRADA, SONO TUTTE BEN CONSIDEREVOLI SORGENTI DI VANTAGGI PER MERITARE L’ATTENZIONE ED INTERESSAMENTO DI S.S.R.M. SEMPRE BENIGNA, E PROVVIDA A FAVOR DEI SUOI SUDDITI“.

Ecco però la risposta negativa alla Supplica in data 13 giugno 1818 a nome del Conte Cav. Borgarello, Ministro di Stato per gli Affari Interni. Anche questo documento è riportato integralmente (Fig. 3). Si dice in sintesi che la .strada proposta sarebbe certamente più rettilinea della Regia, ma non se ne vede la necessità, considerando anche l’onere finanziario. Si legge inoltre “ALTRONDE NON SI VEDE QUALI SIANO I PREGIUDIZI CHE POSSA RISENTIRE NOVI DALLA COSTRUZIONE DELLA NUOVA STRADA DELLA SCRIVIA COLLA QUALE NON E’ PUNTO TOLTO IL PASSAGGIO PER QUELLA CITTA“.

Queste ultime righe a Palazzo Pallavicini debbono essere risuonate come una presa in giro da parte del Ministero.

La Regia Strada è stata ultimata, ma i novesi non si rassegnano nel richiedere opere di compensazione. Mi vengono a mente le attuali opere di compensazione che il Comune di Novi chiede per approvare il Terzo Valico.

Il Sindaco e la Giunta fanno richiesta al Governo di Torino che venga accettato un progetto, a firma dell’Ingegnere Anastasio Calvi, di un canale che derivando le acque dalla Scrivia, a livello di Arquata, le conduca a Novi sia a scopo irriguo (Frascheta) che per le filande e le concerie. Abbiamo un documento della Regia Vice Intendenza di 1° Classe in Novi indirizzato al Primo Segretario di Stato per gli Affari Interni in data 10 giugno 1824. Si parla di “IMPORTANTISSIMO PROGETTO DELL’APERTURA DI UN CANALE D’ACQUA DERIVANTE DAL TORRENTE SCRIVIA PER COMPENSARE IN PARTE QUESTA POPOLAZIONE DEL GRAVE DANNO CHE RISENTE DALLA CESSAZIONE DEL COMMERCIO AVVENUTA DIETRO LA FORMAZIONE DELLA STRADA DEI GIOVI, PORTO LA COSA A COGNIZIONE DELLA E.V. PREGANDOLA DELLA SUPERIORE DI LEI AUTORIZZAZIONE” (Fig. 4).

Non possediamo la risposta ufficiale a questa domanda, ma possiamo leggere sul documento stesso una postilla in alto, a sinistra, scritta trasversalmente. Si legge “SI RITIENE CHE LA CITTA’ DI TORTONA ED ALTRI COMUNE DI QUELLA PROV.A SIANO GIÀ PROVVEDUTE CONTRO LA DERIVAZIONE PER CUI SI VUOLE DELIBERARE“. Deduciamo che Tortona si oppose a quel canale come negli anni Trenta del secolo scorso si oppose alla costruzione del famoso lago della Borbera.

Riassumendo Novi non ottenne alcunché dal Governo Centrale e compensazione alla Strada Regia: nessuna assicurazione contro il collegamento Serravalle-Tortona attraverso lo Stradone; parere sfavorevole per una nuova Strada Regia fra Alessandria e Novi attraverso Bosco (sembra sia stata poi realizzata attorno al 1860); no al canale di derivazione dalla Scrivia a livello di Arquata, per l’opposizione di Tortona. Sembrerebbe per la nostra Città tutto finito. Novi però reagisce. I locali di ristoro progressivamente si portano alla Porta di Pozzolo dove passa il nuovo traffico. Nasceranno l’Hotel Novi, il Leon d’Oro, l’Albergo Reale e tanti piccoli esercizi del tipo osteria-trattoria. L’allevamento del baco e la filatura della seta, che da alcuni decenni forniscono lavoro e ricchezza fanno segnalare una provvidenziale impennata e così la nostra Città da centro commerciale inizia ad avere le caratteristiche di centro industriale. La seta bianca di Novi spopola nei mercati europei. Progressivamente questa attività serica progredisce ed è alla base della costruzione nel 1839 di un nuovo bellissimo Teatro: il “Carlo Alberto”. Nel 1850 nasce l’Accademia Filarmonica Artistico Letteraria: Circolo della borghesia novese.

La filatura della seta necessitava anche di apparecchiature per il riscaldamento delle bacinelle, molte a vapore. Si specializzano progressivamente generazioni di meccanici, sempre più esperti e richiestissimi in Europa, persino in Cina .

Comparirà sulla scena Edilio Raggio che troverà a Novi ambiente e mano d’opera esperta per le proprie iniziative non solo per l’assemblaggio di mattonelle con carbone in polvere e catrame, utilissime alle ferrovie. Le concerie lavorano fuori Porta Genova (sono dette faiterìe) mentre nasce la prima Ferriera per opera della famiglia Cavanna. Progrediranno le già citate industrie meccaniche con i Giuglardi, Arona sino a Carlevero e Cattaneo. I Dellepiane si affermeranno per i cotoni ed i velluti. Nasceranno le industrie per la fabbricazione delle lampadine. Gambarotta imporrà il suo amaro mentre i Pernigotti e la Novi daranno vita ad una ben radicata industria dolciaria. E poi tante altre industrie variamente specializzate. Non ultima l’industria della bicicletta (Santamaria, Fiorelli ed altri) in sintonia con la fama che si sta creando la nostra Città nelle competizioni ciclistiche, tale da meritare il titolo di “Università del Ciclismo”.

 

Figura  1  Supplica di Sindaco e Giunta al Re affinché impedisca il riassestamento dello Stradone o Strada dell’Imperatore. 1818.  (Archivio di Stato di Torino, Mazzo 18/6).

 

 

Figura  2  Richiesta al Re in data 28.05.1818 per una nuova Regia Strada Novi-Bosco-Alessandria  (A.S. di Torino, Mazzo 18/6).

 

Figura  3  Risposta negativa in data 13.06.1818 del Ministero per gi Affari Interni alla precedente richiesta (Fig. 2). (A. S. di Torino, mazzo 18/6)

 

Figura   4  La postilla scritta trasversalmente dimostra l’avversione di Tortona al canale di derivazione dalla Scrivia. 10.06.1824. (A.S. di Torino, Mazzo 18/18).

 

BIBLIOGRAFIA

1.  RESCIA M. “La Posta della diligenza a Novi nel primo ottocento” 64, 2,Novinostra  1993.

2.  LANA E. “Le Strade da Novi a Serravalle”, 83, I, Novinostra 1988.

 


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