Archivi tag: società storica novese

Marco Faustino Gagliuffi e Novi

di GIAN LUIGI BRUZZONE

La figura e l’opera di Marco Faustino Gagliuffi non sono mai scivolate nell’oblio, in particolare a Novi e fra gli storici dell’ordine scolopico.

Il Gagliuffi infatti, nato a Ragusa in Dalmazia il 15 febbraio 1765, figlio di Giovanni di Caterina, conobbe in patria le Scuole Pie da poco introdotte[i] e rimasto conquistato dall’ideale dei maestri, chiese di farne parte. Quindicenne appena nel 1780, fu accolto in Roma e dopo il noviziato e la consueta formazione culturale, umana, cristiana e religiosa fu ordinato sacerdote. Continua a leggere


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I Pozzi a campana nel Novese

di EDOARDO MORGAVI

Uno degli elementi essenziali alla sopravvivenza dell’uomo è sicuramente l’acqua e, dove questa scarseggia, si utilizzano da sempre diverse strategie per raccoglierne quantità sufficienti atte a soddisfare le quotidiane necessità. A questo scopo, nelle zone collinari del novese e pure in buona parte del Piemonte meridionale si costruivano in passato profondi pozzi, detti localmente ‘pozzi a campana’ (o ‘a fiasco’ o ‘a damigiana’) a causa della loro forma. Continua a leggere

Il bando all’olio d’oliva genovese (1572)

di MARIO SILVANO

Il 1572 è un anno sfortunato per i Novesi. Genova, per necessità militari, ha bisogno di disporre con urgenza di efficienti comunicazioni viarie e perciò stabilisce di dare immediato inizio al rifacimento della strada Genova-Valpolcevera-Bocchetta-Voltaggio-Gavi-Novi. A questo scopo ha nominato un suo Commissario destinato a sovraintendere a tale importante realizzazione.

Alla nostra comunità è destinato il pesante onere finanziario richiesto per il tratto viario Novi-Gavi. I Padri del Comune sono angustiati per l’improvvisa spesa straordinaria che grava sulle casse comunali ormai esauste, ma le autorità superiori non ammettono dilazioni e minacciano severi provvedimenti in caso di inadempienza. I lavori devono iniziare senza alcun indugio.

Come se ciò non bastasse, un’altra inopinata pretesa giunge dal Capoluogo: è stato istituito il dazio sull’olio d’oliva prodotto dalle Riviere e che viene distribuito nelle varie località del Dominio. I sudditi vengono ancora oberati da questo tributo su un prodotto essenziale all’alimentazione. Continua a leggere

Il giovin Signore di Novi prigioniero nel Castello di Ischia

Lettere dal carcere – di ITALO CAMMARATA

Il 4 febbraio 1497 parte dall’isola d’ Ischia un mazzo di sei lettere1 scritte tutte dalla stessa mano. Le manda il giovane Pietro Campofregoso, nato dal primo matrimonio del feudatario di Novi, Battistino, con Catocchia Spinola, figlia di Marco. Non conosciamo l’anno esatto della nascita di Pietro, ma sappiamo che è nato a Novi, feudo di suo padre Battistino e prima ancora di suo nonno Pietro2, di cui egli eterna il nome. Potrebbe essere nato attorno al 1470-1475 e avere, perciò, in quel momento 22-27 anni. Quando il giovane Pietro nasce a Novi, suo padre Battistino si è sposato in prime nozze da almeno un anno, dopo avere vissuto a lungo come “Cameriere ducale” alla Corte di Milano di Galeazzo Sforza, dove ha acquisito amicizie importanti, e imparato le buone maniere e la buona scrittura.

Su Pietro Fregoso, figlio di Battistino, sono state pubblicate alcune biografie fantasiose, perfino in opere serie come il Dizionario Biografico degli Italiani, che dovrebbe essere un testo di riferimento della nostra storia. Qui l’autrice lo definisce “unico figlio di Battista” mentre proprio una delle sue lettere da Ischia è diretta a suo fratello Marcantonio e un’altra a sua sorella Bartolomea; inoltre è noto che ebbe almeno un altro fratello, chiamato Amorato, che visse alla Corte sforzesca. Inoltre si sostiene che Pietro avrebbe servito “gli Sforza come condottiero tra il 1495 e il 1499” mentre qui di seguito si dimostrerà proprio il contrario. Ma sono sviste che capitano agli storici. Continua a leggere

I cognomi novesi nel 1810

di PIER ELIGIO BERTOLI

Nel 1806 la Savoia, il Piemonte, la Liguria ed una piccola parte dell’Emilia e della Lombardia furono unite, per disposizione di Napoleone Bonaparte, all’Impero francese (Fig. 1) Nel 1815, con il Congresso di Vienna, si ebbe la cosiddetta Restaurazione, che riportò pressappoco i confini a come erano prima della Rivoluzione Francese.

Per dieci anni anche Novi fu francese. Le strade divennero rues e tutti i documenti amministrativi dovettero essere redatti in lingua francese.
Nell’archivio storico di Novi1 presso la Biblioteca Civica esiste, compilato nel 1810, un “Registre des individus de la Commune de Novi de l’âge de 12 ans et au dessus”. La parola “Novi” è scritta a mano in un frontespizio prestampato che verosimilmente il governo imperiale inviò a tutti i Comuni di nuova acquisizione. Si può pensare che questa elencazione di soli maschi oltre i dodici anni d’età avesse un fine fondamentalmente militare. Continua a leggere