Archivi categoria: storia di novi

NUOVA STRADA REGIA A NOVI SI TEME UN CROLLO ECONOMICO

di PIER ELIGIO BERTOLI

Molti sono oggi contrari a nuovi percorsi di comunicazione riguardo a strade e ferrovie. Alludo alla opposizione, a volte molto aspra, alle linee ferroviarie T.A.V. (Treno ad Alta Velocità) e Terzo Valico. La prima abbrevierebbe il percorso ovest-est in Europa mentre la seconda darebbe un decisivo sfogo ai commerci del Porto di Genova. Il latinista direbbe “Nihil sub sole novi”, ovvero “sono cose sempre successe”. Richiamiamo il nostro interesse su avvenimenti analoghi che in un abbastanza recente passato hanno interessato le nostre zone.

Nel 1823, regnante Carlo Felice, fu aperta la cosiddetta “Strada Regia” che unisce Torino a Genova attraverso il Passo dei Giovi. Già Napoleone aveva accarezzato questa idea, ma non ebbe la possibilità temporale di realizzarla. Continua a leggere→


Pubblicato in storia di novi il .

L’Albero della Libertà a Novi

di FRANCESCO MELONE

Il primo Albero della Libertà fu piantato in Francia da Norberto Pressae, curato di S. Gaudenzio, presso Civray, nel Poitou-Charentes, dipartimento della Vienne. Era il maggio del 1790 e il Comune di S.Lorenzo inaugurava la costituzione del suo Municipio ad ordinamento libero, quando quel curato pensò di rendere memorabile l’avvenimento piantando nella piazza del Comune un albero, come spesso si usava, chiamandolo non più di Maggio, o il Maggio, ma Albero della Libertà L’albero scelto fu la quercia, perché per le sue caratteristiche di longevità e di resistenza alle intemperie si riteneva che meglio rappresentasse la libertà.1 Continua a leggere→


Pubblicato in storia di novi il .

Caserme a Novi a fine 1800

di PIER ELIGIO BERTOLI

Da sempre sappiamo che Novi ospitò due Squadroni del “Nizza Cavalleria” che tuttavia lasciarono la nostra Città nel 1889, uno destinato a Casale, l’altro a Voghera. L’acquartieramento di questi reparti fu a carico del Comune che sfruttò una zona di sua proprietà a nord dell’area ove erano collocate le Scuole Elementari, sulla destra di via De Ambrosis, che inizia da via Orfanotrofio (ora Marconi). In una carta topografica del 1878 la piazzetta davanti alle attuali Poste non esisteva. L’area delle particelle 264 e 137 erano occupate dalle Scuole mentre con la particella 275 sarebbe identificabile la Caserma, ricavata per ospitare i Cavalleggeri ed il Comando con la particella 274 (Fig. 1 e 2). Continua a leggere→


Pubblicato in area industriale, storia di novi il .

Eroici Carabinieri Caduti in servizio

di FRANCESCO MELONE

All’interno dell’area della Stazione ferroviaria di Novi Ligure è posizionata una stele voluta con motivato proposito dalla locale Sezione  dell’Associazione Nazionale Carabinieri, perché ricordi a quanti transitano davanti ad essa uno degli episodi che sono  contraddistinti dal valore, dal coraggio e dall’abnegazione, con cui gli uomini, in questo caso dell’Arma Benemerita, hanno operato e operano per il bene della Patria e per la sicurezza dei cittadini, sempre con il massimo impegno e l’immutato entusiasmo, soprattutto oggi che sono chiamati a far fronte a nuove e più complesse attività. Continua a leggere→


Pubblicato in storia di novi con i tag il .

Il restauro del cippo del Maggiore Tito Giuseppe Viazzi

di FRANCESCO MELONE

Nel corso di lavori al Cimitero di Novi Ligure, nel 1984 venne rinvenuto il cippo funerario del padre del celebre pittore Cesare Viazzi, il Maggiore Tito Giuseppe Viazzi, nato nel 1816 e deceduto nella nostra città nel 1887.

I periodici locali diedero notizia del ritrovamento auspicandone una adeguata collocazione. Solo quasi trent’anni dopo Giancarlo Sardi, Sindaco di Predosa, ne suggerì la sistemazione nel Cimitero comunale ove riposano l’avv. Alberto Viazzi pluridecorato Maggiore dei bersaglieri e il dott. Giorgio Viazzi Ufficiale medico degli alpini, entrambi nipoti di Tito ed entrambi combattenti nelle due Guerre mondiali. Continua a leggere→


Pubblicato in storia di novi con i tag il .

La Confraternita e l’Oratorio della Misericordia in Novi

di FRANCESCO MELONE

Dal proemio ai “Ragionamenti Vari”, datati 1576, scritti da Lorenzo Capelloni, storico novese autore di una vita di Andrea Doria, si legge che già dal secolo precedente esistevano in Nove, con i relativi Oratori, quattro pie Confraternite di Disciplinanti: quella della S.S.Trinità dei Pellegrini e Convalescenti – la più antica, sorta nel 1482 – quella della Misericordia e della Morte ed Orazione, quella di S.Bernardino e quella di S.Maria Maddalena e S.S.Crocefisso.

Di pie unioni laiche si trovano tracce in Francia già nel secolo VIII, ma quelle del secolo XIII sono il risultato dell’imponente moto religioso, che scuote la società cristiana di quel tempo. Continua a leggere→


Pubblicato in storia di novi il .

Rondinaria di Silvano d’Orba Il luogo dei canali (auriferi)

di GIUSEPPE PIPINO

Nel sito semi-istituzione di Silvano d’Orba è stata recentemente pubblicata una foto dei ruderi del castello vecchio con la didascalia riferita a Rondinaria, provocando l’intervento polemico di molti utenti e, di conseguenza, la dovuta rettifica da parte dei curatori.  Questi, d’altra parte, non avevano fatto altro che riprendere quanto affermato da PISTARINO (1970 e 1978) in due maestose opere, evidentemente fidandosi del prestigio goduto dall’Autore, il quale racconta invece altre bubbole, tra le quali l’identificazione dell’aleramica (e vercellese) corte Auriola con la località Valloria, sita nella valle Stura di Ovada, e del fiume Amporio che circoscrive la corte (oggi Lamporo) con il torrente Piota (PIPINO 1989 e 1996). Continua a leggere→


Pubblicato in storia di novi con i tag il .

Dove finiva il territorio di Novi e cominciava quello di Tortona

di ITALO CAMMARATA

L’Archivio di Stato di Torino (Confini con Genova, Tortonese, mazzo 1) custodisce un documento datato 5 dicembre 1471 e intitolato ‘Atto di terminazione dei territori di Tortona e Novi, con piantamento dei termini’. Si tratta di una stampa, cioè chiaramente della trascrizione di un manoscritto custodito nell’Archivio di Milano, eseguita nel ‘700 da funzionari sabaudi per poter disporre di qualche prova documentale su un territorio (quello tortonese) che i Savoia avevano conquistato nel 1735, ma di cui a Torino si sapeva ben poco. Quell’atto, scritto a mano  con meticolosa precisione quasi 300 anni prima, permetteva infatti di capire quali fossero i veri confini riconosciuti fra il Tortonese e Genova (e Novi, che allora faceva ancora saldamente parte della Liguria). L’originale, di cui venne fatta la trascrizione a stampa, rimase nell’Archivio milanese mentre i piemontesi che avevano compiuto l’operazione dovettero lasciare Milano insieme al loro Re Carlo Emanuele III, che invano aveva sperato di diventare anche padrone della Lombardia.

L’articolo che segue ricostruisce come si era arrivati nel 1471 a fissare quei confini che ora interessavano tanto al Re di Sardegna, divenuto padrone di Tortona.

Dopo la morte del Duca di Milano, Francesco Sforza (1466), e la salita al potere del figlio Galeazzo le vicende del feudo di Novi sembrano assestarsi: il giovane Battistino Fregoso va a vivere alla Corte di Milano mentre sua madre Bartolomea rimane a governare Novi. Continua a leggere→


Pubblicato in costume e società, storia di novi il .

La guerra civile a Novi

di ITALO CAMMARATA

Fazioni urbane pro e contro i feudatari Fregoso

In un precedente articolo[1] abbiamo ricostruito le vicende storiche di Novi dal 1456 al 1459 sotto il governo della famiglia feudataria Fregoso (o Campofregoso) fino al momento in cui il capofamiglia Pietro Fregoso rimane ucciso nei carugi di Genova durante un tentativo di riprendere il controllo di quella città e della Repubblica, che lui stesso aveva consegnato ai Francesi nel 1458, quando era ancora Doge. Suo fratello Masino, catturato nello stesso scontro, viene decapitato sulla piazza di Genova. Così Novi diventa il rifugio dei Fregoso sopravvissuti a quella batosta ma ora la presenza massiccia in paese della famiglia feudataria (la vedova di Pietro, Bartolomea, il fratello Paolo Arcivescovo di Genova, che ha lasciato la sua sede, più altri fratelli e parenti) riporta a galla i malumori dell’opposizione novese che se n’era stata tranquilla fin tanto che i feudatari vivevano a Genova. In questo articolo ricostruiamo le vicende interne novesi dopo la morte di Pietro servendoci di una massa di documenti che è raro trovare su questo tipo di argomenti. Sperando che qualche altro studioso investighi approfonditamente sulla formazione e la storia sociale di quelli che più tardi saranno definiti gli ‘alberghi’ di Novi.

Al Duca di Milano Francesco Sforza la brutta notizia della morte violenta di Pietro Fregoso a Genova arriva mediante un cavallaro mandato apposta da Novi dalla vedova Bartolomea e dal fratello Paolo Fregoso, Arcivescovo di Genova. Il Duca si trova in trasferta a Mantova, dove il Continua a leggere→


Pubblicato in storia di novi con i tag , il .

Le analisi chimiche come ausilio per lo studio dei manufatti artistici

di SILVIA VICINI e CHIARA VIGNOLA

I risultati sul Padreterno dell’Oratorio della SS. Trinità a Novi Ligure

Tra i compiti fondamentali dello storico dell’arte nell’analisi di un’opera ci sono la datazione e l’attribuzione. In questo senso deve essere intesa l’individuazione di un determinato periodo storico durante il quale l’opera sia stata realizzata e, qualora sia possibile, l’attribuzione ad un autore, individuandone l’autenticità ed escludendo che si tratti di una copia o addirittura di un falso. Continua a leggere→