Le parole dei Novesi – VIII

di NATALE MAGENTA

fróla   –   mré   –   magiùstra – labóia

Queste tre voci novesi, tuttora ben conosciute ed usate dai dialettofoni (un po’ meno forse la terza), indicano la fragola.

Con il termine fróla, voce di genere femminile, plurale fróle, s’intende per lo più il frutto a grosse dimensioni della nota pianta orticola, coltivata ora in numerose varietà e ibridi e attualmente quella più commercializzata. Essa ha fiori ermafroditi, forniti cioè di stami e pistilli, che si autofecondano. Continua a leggere

La tubercolosi a Novi sulla fine del sec. XIX

Silloge a cura di MARIO SILVANO

Rapporto del dott. G.B. Robotti (1852 – 1933) sulla tubercolosi pubblicato su alcuni numeri del giornale novese «La Penna».

«La Penna» 26 gen. 1901

I mezzi di difesa contro la Tubercolosi

Non poche cose avrei a dire intorno ai commenti così ostili fatti dalla Penna al mio ultimo articolo; siccome però non intendo di essere almeno per il momento, tirato in un altro campo di combattimento, e più che tutto mi preme di esaurire l’argomento sulla grave questione della Tubercolosi, vengo senz’altro a discutere dei mezzi proposti dalla Penna per porre un utile riparo al terribile flagello, disposto dopo di trattare anche la questione dei lavatoi se tale è il suo desiderio. Continua a leggere


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Vittorio Emanuele I di passaggio a Novi e Genova

di GIAN MARINO DELLE PIANE

Il 26 ottobre 1815 la Liguria viene unificata al regno di Sardegna; il 2 novembre con il trattato di Parigi passa al regno la Savoia occidentale, con l’ulteriore indennizzo di 10 milioni di franchi.

Intanto a Torino, senza tenere conto delle informazioni di polizia, molti cittadini qualificati “cattivi e pessimi” vengono inseriti nei quadri dell’amministrazione genovese, in quanto è desiderio del re di impegnare quanti più genovesi e liguri fosse possibile, per attirarsi la simpatia degli avversari con i favori. Continua a leggere

Le parole dei Novesi – VIII

di NATALE MAGENTA

vivèra

La voce dialettale novese è ormai prossima alla definitiva estinzione ed è riconosciuta appartenente al patrimonio vernacolo locale solo da pochissimi dialettofoni. Essa corrisponde all’italiano ‘scoiattolo’ (Sciurus vulgaris). La nostra parola, tuttavia, non è isolata e di essa si possono trovare corrispondenze perfino in altre lingue d’Europa.

Rimanendo per ora nell’ambito italiano, abbiamo lo stesso vivèra a Garbagna AL (cfr. R. Rovelli, Vocabolario del dialetto di Garbagna, Tortona 2007), a Tortona (M. Cabella, Dizionario del dialetto tortonese, Torino 1999), a Serravalle Scrivia, a Borghetto di Borbera, ad Arquata Scrivia, nel Gaviese ed in qualche altra località minore del Novese. Continua a leggere


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Bibliografia digitale per la storia della città di Novi Ligure e del territorio novese.

ristretto da maraviglie

di DIMITRI BRUNETTI – VALENTINA MALVICINO – IRINA MARTELLATO – ELENA CAMANI – MATTEO CLERICI

Il Centro comunale di cultura conserva al suo interno una importante raccolta di materiali che testimoniano le vicende della Comunità e vengono utilizzati per la diffusione della cultura e l’istruzione della cittadinanza. In particolare il Centro comprende i beni librari della Biblioteca civica e i beni documentari dell’Archivio storico.

I beni culturali di carattere archivistico e librario vengono da molti anni forniti alla cittadinanza in modalità tradizionali, anche se le nuove tecnologie ne possono garantire una fruizione più estensiva da parte di una utenza più ampia.

Nell’estate 2007 la Biblioteca civica ha definito un progetto denominato «Biblioteca digitale per la storia locale del novese» che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha approvato con la concessione del personale previsto dal progetto nazionale di Servizio civile.

Il progetto «Biblioteca digitale per la storia locale del novese» è stato coordinato da Dimitri Brunetti, realizzato dal gruppo di lavoro del servizio civile nazionale formato da Elena Camani, Matteo Clerici, Valentina Malvicino e Irina Martellato, che si avvale della consulenza tecnica di Stefano Gazzaniga e Caterina Ronco. Lo stesso progetto si poneva l’obiettivo di digitalizzare la parte più rappresentativa del patrimonio librario locale riferito alla storia, alle vicende e al patrimonio della città di Novi Ligure e del territorio novese, oltre che di immettere in rete web le copie informatiche dei testi locali al fine di promuoverne la conoscenza.

Gli obiettivi che si ci si proponeva di realizzare erano:

– acquisire digitalmente tutti i volumi che costituiscono la parte più preziosa e importante del fondo librario locale nel rispetto degli standard tecnologici e della metodologia adottata nei progetti analoghi, Continua a leggere


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Un Novese caduto nella battaglia di Lissa

di FRANCESCO MELONE

Le acque dell’isola di Lissa, posta nel medio mare Adriatico, davanti alle coste della Dalmazia, sono state teatro nel secolo XIX di due battaglie navali. La prima si svolse il 13 marzo 1811, nel quadro della lotta delle potenze europee contro Napoleone, quando una flotta   franco-veneziana cercò di cacciare gli inglesi dall’isola, ma fu sconfitta  da una squadra di fregate britanniche, la quale, pur notevolmente inferiore, costrinse le navi avversarie  a rinunziare alla progettata riconquista della piazzaforte ed a rifugiarsi  nel porto di Ancona. Continua a leggere


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Marco Faustino Gagliuffi e Novi

di GIAN LUIGI BRUZZONE

La figura e l’opera di Marco Faustino Gagliuffi non sono mai scivolate nell’oblio, in particolare a Novi e fra gli storici dell’ordine scolopico.

Il Gagliuffi infatti, nato a Ragusa in Dalmazia il 15 febbraio 1765, figlio di Giovanni di Caterina, conobbe in patria le Scuole Pie da poco introdotte[i] e rimasto conquistato dall’ideale dei maestri, chiese di farne parte. Quindicenne appena nel 1780, fu accolto in Roma e dopo il noviziato e la consueta formazione culturale, umana, cristiana e religiosa fu ordinato sacerdote. Continua a leggere


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I Pozzi a campana nel Novese

di EDOARDO MORGAVI

Uno degli elementi essenziali alla sopravvivenza dell’uomo è sicuramente l’acqua e, dove questa scarseggia, si utilizzano da sempre diverse strategie per raccoglierne quantità sufficienti atte a soddisfare le quotidiane necessità. A questo scopo, nelle zone collinari del novese e pure in buona parte del Piemonte meridionale si costruivano in passato profondi pozzi, detti localmente ‘pozzi a campana’ (o ‘a fiasco’ o ‘a damigiana’) a causa della loro forma. Continua a leggere

VITTORIO EMANUELE I DI PASSAGGIO A NOVI, A GENOVA SECONDA CAPITALE DEL REGNO

di GIAN MARINO DELLE PIANE

Caduto Napoleone, Genova, occupata dagli inglesi, riceve il 24 aprile 1814 da lord William Bentinck, comandante delle forze del Mediterraneo, un governo provvisorio a forma repubblicana, con Girolamo Serra a presidente, calcato sulle orme della costituzione del 1797, richiamata in vita con piccole modificazioni.[i]

Il 29 aprile le truppe inglesi entrano in Novi, dove il Corpo di Guardia si acquartiera nel palazzo di Lazzaro Negrotto (poi Delle Piane) in piazza della Collegiata. Tra il nuovo governo provvisorio ed i rappresentanti della Municipalità novese si ha uno scambio di lettere, per mezzo dei membri del consiglio Paolino Sauli e Luigi Peloso, che ricevono i ringraziamento per le azioni intraprese a favore degli inglesi, a cui seguirà l’elargizione da parte dei lord Bentinck per l’erezione in Novi dell’artistica fontana in marmo, sormontata dalla statua di un pastore dalla cui zampogna zampilla l’acqua, opera di Giuseppe Gaggini, per adornare piazza della Collegiata.[ii] Continua a leggere


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Ludovico il Moro (e Leonardo da Vinci) Ospiti d’eccezione a Tortona e a Novi

di ITALO CAMMARATA

Nella primavera del 1498 il Duca di Milano Ludovico Sforza, detto il Moro, compie un viaggio a Genova, città tornata soggetta a Milano nel 1487. Il Moro conosce bene questa strada per averla già percorsa nei due sensi parecchie volte: già alla fine del 1467 (perciò 30 anni prima) è andato a Genova per accogliere sua sorella Ippolita che veniva dalla sua corte di Napoli in vista del fastoso matrimonio che si stava preparando per l’anno seguente fra il fratello duca Galeazzo e la francese Bona di Savoia. Ora Ludovico è diventato a sua volta Duca di Milano e per la prima volta in questa veste visita Genova, soprattutto per controllare la situazione delle difese in vista di un possibile attacco da parte dei Francesi, che rivendicano diritti sul Ducato di Milano.

Nei quattro fogli di istruzioni date poco prima al nuovo Commissario dell’Oltrepò Lucio Malvezzi il Duca si mostra ben cosciente dei pericoli, quando gli ricorda che Tortona e Alessandria “sono divise di fazioni, et li sospetti presenti dei Francesi ricercano che si debba aprire ben l’occhio a ogni cosa”. Il compito del Commissario sarà di “essere ben avvertito ché niuno tristo et pravo ingegno possa fare machinatione che potesse portare disturbo allo Stato”. Poiché le due città dell’Oltrepò hanno “gran transito di forestieri”, dovrà fare in modo che “ognuno avrà a consegnarsi” cioè a denunciare alle guardie il proprio arrivo “per investigare con bono modo la qualità e conditione di quelli che passeranno, donde vengono e da chi sono mandati e se hanno lettere”. Continua a leggere


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