IL TRAGHETTATORE DI RETORTO (Predosa – AL)

di ELIO PICCHIO

Nei pressi della tenuta Retorto nel comune di Predosa, fu attivo, fin verso la fine della seconda guerra mondiale, un servizio di traghetto che collegava le due sponde dell’Orba ed era praticamente l’unico mezzo per trasferire persone, bestiame ed in particolar modo biciclette dall’altra parte del torrente, senza essere obbligati a percorrere notevoli distanze per poter usufruire di ponti, uno dei quali era addirittura a Casalcermelli, distante da Predosa circa sette chilometri. Il traghetto era chiamato comunemente er port e chi gestiva il servizio era mio padre, conosciuto come Carlo u navarò, ma il pioniere di questa attività era stato, anni prima, alla fine dell’800, il nonno paterno. Il port era costituito da due chiatte appaiate, come si può vedere nella ricostruzione eseguita da Edoardo Morgavi (foto 1), con pianale in legno e con fondo piatto, onde consentire un agevole scorrimento sull’acqua. barca 1 Foto 1 Continua a leggere


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Le parole dei Novesi – VII

di NATALE MAGENTA

l’ugéin…

Si tratta di un piccolo frammento di un’antica tiritera in dialetto novese, ormai del tutto dimenticata e che anche le persone più anziane non conservano fra i loro ricordi. Prima che finisca tristemente nell’oblio, mi piace anche documentarne il breve motivo musicale che l’accompagnava, così come ancora settant’anni fa mi veniva canticchiato dalla nonna paterna Maria Clementina Cabella. Il testo completo è il seguente:

l’ugéin, l’ugéin, l’ugèta

l’ugéin dèe cavagnö’

Questo il motivo musicale:

spartito musicale

(trascrizione di P. Demicheli) Continua a leggere


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Incoronazione della Lacrimosa (4-5-6 agosto 1905) Aspetti diplomatici

di FAUSTO MOGNI

E’ una pagina di storia modesta, volutamente sommessa, ma importante, rimasta per un secolo tra le carte quasi ignorate della Collegiata di Novi.

Nel fotografare, per gentile concessione del parroco don Franco Zanolli, quanto più materiale potesse servire a documentare il grandioso avvenimento dei giorni 4-5-6 agosto 1905 (L’Incoronazione Vaticana della statua della Lacrimosa), ha attirato la mia attenzione un particolare passo della minuta di manifesto che la Masseria approntò a ringraziamento della partecipazione alla grande cerimonia in cui figuravano le parole: “concordia tanto desiderata tra i poteri della Chiesa e quelli dello Stato. Civili ed ecclesiastici. Continua a leggere


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Austro-Russi e Francesi in Valle Scrivia Il cartario Grattarola (1799)

di GIAN MICHELE MERLONI

Il cartario, conservato nell’Archivio di Stato di Torino (A.S. To)1, comprende le missive informative o fogli di notizie, inviate da Valerio Grattarola2, già segretario comunale di Serravalle alle superiori autorità regie di Tortona3 durante i burrascosi eventi, che interessarono il basso Tortonese dall’estate 1799 al maggio 1800, quando il nostro territorio venne a trovarsi al centro della contesa tra l’esercito francese e gli alleati imperiali.

Nominato segretario della comunità di Serravalle da parte del gen. Sheneser, al momento dell’insediamento delle nuove municipalità (6 dicembre 1798), seguite all’instaurazione in Tortona del Governo provvisorio Repubblicano, il Grattarola aveva la propria abitazione nella parte settentrionale del paese, detta sobborgo4, subendo ripetutamente, a causa della sua militanza politica, il saccheggio sia da parte dei Francesi che degli alleati. Continua a leggere


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NOVI nella raccolta cartografica dell’Archivio di Stato di Genova

di CATERINA BARLETTARO – OFELIA GARBARINO

702)

(B. 12 bis)

NOVI, 1

[Novi Ligure]

(Basaluzzo, Fresonara, Pasturana, Pozzolo Formigaro, Tassarolo)

Tipo geometrico dei confini di Novi con Pozzolo, Frossonara, Basaluzzo, Pasturana e Tassarolo (S)

E. Marengo, Raccolta Cartografica, A.S.P.,n. 207 1. Copia ricavata nel 1772 dalla tavola che fa parte dell’Atlante B; attraverso l’esame dei suoi elementi intrinseci ed il confronto con altri documenti analoghi, può essere giudicata opera di Giacomo Brusco. Continua a leggere


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Il mangiare dei nostri antichi

di MARCO RESCIA

Il presente articolo non vuole essere un trattato d’importanza scientifica e nemmeno una vera e propria storia dell’alimentazione, sia pure di area locale. Il discorso, infatti, procede per scorciatoie e si avvale di semplificazioni per comodità d’intesa. Alcune illazioni, da verificare, sono proposte come punti di attrattiva verso una sorta di patriottismo gastronomico.

La coltura che sfamò i popoli

L’occupazione militare degli antichi Romani sui territori della Padania e della Gallia fu avvalorata con l’insegnamento, dato alle popolazioni soggette, per la retta coltivazione di alcune graminacee di sobria esigenza e di sicura resa. Continua a leggere


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Sanità e demografia a Novi nell’anno 1899

di MARIO SILVANO

da «La Penna» del 14 Luglio 1900

Dalla relazione al bilancio consuntivo dell’Amministrazione  comunale togliamo questi interessanti particolari sulla

Sanità e demografia

L’ufficio di Stato Civile e di Anagrafe cui è demandato l’incarico di registrare il movimento della popolazione, ha adempito al delicato suo compito con plauso della Regia Procura, la quale verificatine gli atti ebbe a trovarli ‘ben scritti e ben tenuti sì da poterne fare ogni anno speciale menzione nel rapporto alla Procura Generale, annoverandoli fra gli esemplari’. Continua a leggere


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L’organo della Parrocchiale di Garbagna

di DON LINO TAMBURELLI

Cenni storici

Nell’inventario redatto alla morte dell’Arciprete Don Luigi Guarino nel 1668, tra le suppellettili della Chiesa Parrocchiale, quella precedente all’attuale, in stile romanico del 1300 circa si trova censito l’organo che era collocato sopra la porta centrale della facciata.

E’ l’organo attuale? Si può rispondere, documenti alla mano, affermativamente.

E’ stata ritrovata infatti, sul fienile del rustico dell’ex Beneficio Parrocchiale, la tavola superiore del somiere maggiore, e dai fori di appoggio delle canne, si ha la conferma della composizione fonica registrata dall’organaro Ferdinando Carcano (vedi elenco più avanti), ed anche il materiale fonico, dall’esame eseguito nell’officina organaria della famiglia Mascioni di Cuvio (VA), risulta della metà del 1600. Continua a leggere


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Novi Novi Novi

di P.E.B.

Nel numero di settembre del 1999 della rivista Novinostra, parlando dei soprannomi e diminutivi novesi, avevo accennato a “Censéin” ed al più celebre fra i portatori di questo appellativo: Vincenzo Bruno. Mi piace tornare sull’argomento, avendo da sottolineare qualche particolare inedito.

Noi l’abbiamo conosciuto ormai sessantenne come uomo ben portante e di bell’aspetto. Era stato certamente un bel giovanotto quando impalmò una fanciulla della borghesia novese. Sembra che la famiglia fosse inizialmente un poco perplessa: Vincenzo Bruno, come lavoro, faceva il maestro di ballo. Da ottobre a giugno insegnava a Genova alle fanciulle ed anche ai giovanotti della Superba i passi del tango, del valzer, della mazurca, della polca, ecc. Nei periodi estivi era in vacanza dalle sue parti e la famiglia Tacchino l’aveva invitato a dare una mano al Lavagello di Castelletto d’Orba ove venivano organizzate serate danzanti in genere al sabato ed alla domenica. Era responsabile per la scritturazione delle orchestre e dei cantanti. In pratica gli era stata data quasi mano libera. Continua a leggere


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A préia id Muntudé (La pietra di Montaldero)

di EDOARDO MORGAVI

L’area territoriale interessata appartiene, geologicamente, alla serie oligo – miocenica di quello che fu l’estremo lembo meridionale del bacino terziario del Piemonte. Osservando la Carta geografica della zona in esame, riscontriamo che il terreno è costituito dalla formazione di Costa Montada  dello spessore di quasi 400 metri.

Al livello inferiore, sul limite del contatto con le marne di Rigoroso di età oligocenica, detta formazione è caratterizzata da conglomerati, sopra i quali sono sedimentate arenarie compatte e marnose, in grosse bancate e strati dislocati dalle azioni tettoniche. La microfauna, spesso in frammenti, è rappresentata da lamellibranchi, coralli e gasteropodi. Si può senz’altro affermare, che dal punto di vista cronologico, la formazione, nel suo insieme, è databile al miocene “prelanghiano”, valutabile, grosso modo, a a una ventina di milioni di anni fa. Continua a leggere