Archivi categoria: storia di novi

VITTORIO EMANUELE I DI PASSAGGIO A NOVI, A GENOVA SECONDA CAPITALE DEL REGNO

di GIAN MARINO DELLE PIANE

Caduto Napoleone, Genova, occupata dagli inglesi, riceve il 24 aprile 1814 da lord William Bentinck, comandante delle forze del Mediterraneo, un governo provvisorio a forma repubblicana, con Girolamo Serra a presidente, calcato sulle orme della costituzione del 1797, richiamata in vita con piccole modificazioni.[i]

Il 29 aprile le truppe inglesi entrano in Novi, dove il Corpo di Guardia si acquartiera nel palazzo di Lazzaro Negrotto (poi Delle Piane) in piazza della Collegiata. Tra il nuovo governo provvisorio ed i rappresentanti della Municipalità novese si ha uno scambio di lettere, per mezzo dei membri del consiglio Paolino Sauli e Luigi Peloso, che ricevono i ringraziamento per le azioni intraprese a favore degli inglesi, a cui seguirà l’elargizione da parte dei lord Bentinck per l’erezione in Novi dell’artistica fontana in marmo, sormontata dalla statua di un pastore dalla cui zampogna zampilla l’acqua, opera di Giuseppe Gaggini, per adornare piazza della Collegiata.[ii] Continua a leggere→


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Ludovico il Moro (e Leonardo da Vinci) Ospiti d’eccezione a Tortona e a Novi

di ITALO CAMMARATA

Nella primavera del 1498 il Duca di Milano Ludovico Sforza, detto il Moro, compie un viaggio a Genova, città tornata soggetta a Milano nel 1487. Il Moro conosce bene questa strada per averla già percorsa nei due sensi parecchie volte: già alla fine del 1467 (perciò 30 anni prima) è andato a Genova per accogliere sua sorella Ippolita che veniva dalla sua corte di Napoli in vista del fastoso matrimonio che si stava preparando per l’anno seguente fra il fratello duca Galeazzo e la francese Bona di Savoia. Ora Ludovico è diventato a sua volta Duca di Milano e per la prima volta in questa veste visita Genova, soprattutto per controllare la situazione delle difese in vista di un possibile attacco da parte dei Francesi, che rivendicano diritti sul Ducato di Milano.

Nei quattro fogli di istruzioni date poco prima al nuovo Commissario dell’Oltrepò Lucio Malvezzi il Duca si mostra ben cosciente dei pericoli, quando gli ricorda che Tortona e Alessandria “sono divise di fazioni, et li sospetti presenti dei Francesi ricercano che si debba aprire ben l’occhio a ogni cosa”. Il compito del Commissario sarà di “essere ben avvertito ché niuno tristo et pravo ingegno possa fare machinatione che potesse portare disturbo allo Stato”. Poiché le due città dell’Oltrepò hanno “gran transito di forestieri”, dovrà fare in modo che “ognuno avrà a consegnarsi” cioè a denunciare alle guardie il proprio arrivo “per investigare con bono modo la qualità e conditione di quelli che passeranno, donde vengono e da chi sono mandati e se hanno lettere”. Continua a leggere→


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Le parole dei Novesi – VII

di NATALE MAGENTA

l’ugéin…

Si tratta di un piccolo frammento di un’antica tiritera in dialetto novese, ormai del tutto dimenticata e che anche le persone più anziane non conservano fra i loro ricordi. Prima che finisca tristemente nell’oblio, mi piace anche documentarne il breve motivo musicale che l’accompagnava, così come ancora settant’anni fa mi veniva canticchiato dalla nonna paterna Maria Clementina Cabella. Il testo completo è il seguente:

l’ugéin, l’ugéin, l’ugèta

l’ugéin dèe cavagnö’

Questo il motivo musicale:

spartito musicale

(trascrizione di P. Demicheli) Continua a leggere→


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Austro-Russi e Francesi in Valle Scrivia Il cartario Grattarola (1799)

di GIAN MICHELE MERLONI

Il cartario, conservato nell’Archivio di Stato di Torino (A.S. To)1, comprende le missive informative o fogli di notizie, inviate da Valerio Grattarola2, già segretario comunale di Serravalle alle superiori autorità regie di Tortona3 durante i burrascosi eventi, che interessarono il basso Tortonese dall’estate 1799 al maggio 1800, quando il nostro territorio venne a trovarsi al centro della contesa tra l’esercito francese e gli alleati imperiali.

Nominato segretario della comunità di Serravalle da parte del gen. Sheneser, al momento dell’insediamento delle nuove municipalità (6 dicembre 1798), seguite all’instaurazione in Tortona del Governo provvisorio Repubblicano, il Grattarola aveva la propria abitazione nella parte settentrionale del paese, detta sobborgo4, subendo ripetutamente, a causa della sua militanza politica, il saccheggio sia da parte dei Francesi che degli alleati. Continua a leggere→


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NOVI nella raccolta cartografica dell’Archivio di Stato di Genova

di CATERINA BARLETTARO – OFELIA GARBARINO

702)

(B. 12 bis)

NOVI, 1

[Novi Ligure]

(Basaluzzo, Fresonara, Pasturana, Pozzolo Formigaro, Tassarolo)

Tipo geometrico dei confini di Novi con Pozzolo, Frossonara, Basaluzzo, Pasturana e Tassarolo (S)

E. Marengo, Raccolta Cartografica, A.S.P.,n. 207 1. Copia ricavata nel 1772 dalla tavola che fa parte dell’Atlante B; attraverso l’esame dei suoi elementi intrinseci ed il confronto con altri documenti analoghi, può essere giudicata opera di Giacomo Brusco. Continua a leggere→


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Sanità e demografia a Novi nell’anno 1899

di MARIO SILVANO

da «La Penna» del 14 Luglio 1900

Dalla relazione al bilancio consuntivo dell’Amministrazione  comunale togliamo questi interessanti particolari sulla

Sanità e demografia

L’ufficio di Stato Civile e di Anagrafe cui è demandato l’incarico di registrare il movimento della popolazione, ha adempito al delicato suo compito con plauso della Regia Procura, la quale verificatine gli atti ebbe a trovarli ‘ben scritti e ben tenuti sì da poterne fare ogni anno speciale menzione nel rapporto alla Procura Generale, annoverandoli fra gli esemplari’. Continua a leggere→


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L’organo della Parrocchiale di Garbagna

di DON LINO TAMBURELLI

Cenni storici

Nell’inventario redatto alla morte dell’Arciprete Don Luigi Guarino nel 1668, tra le suppellettili della Chiesa Parrocchiale, quella precedente all’attuale, in stile romanico del 1300 circa si trova censito l’organo che era collocato sopra la porta centrale della facciata.

E’ l’organo attuale? Si può rispondere, documenti alla mano, affermativamente.

E’ stata ritrovata infatti, sul fienile del rustico dell’ex Beneficio Parrocchiale, la tavola superiore del somiere maggiore, e dai fori di appoggio delle canne, si ha la conferma della composizione fonica registrata dall’organaro Ferdinando Carcano (vedi elenco più avanti), ed anche il materiale fonico, dall’esame eseguito nell’officina organaria della famiglia Mascioni di Cuvio (VA), risulta della metà del 1600. Continua a leggere→


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Novi Novi Novi

di P.E.B.

Nel numero di settembre del 1999 della rivista Novinostra, parlando dei soprannomi e diminutivi novesi, avevo accennato a “Censéin” ed al più celebre fra i portatori di questo appellativo: Vincenzo Bruno. Mi piace tornare sull’argomento, avendo da sottolineare qualche particolare inedito.

Noi l’abbiamo conosciuto ormai sessantenne come uomo ben portante e di bell’aspetto. Era stato certamente un bel giovanotto quando impalmò una fanciulla della borghesia novese. Sembra che la famiglia fosse inizialmente un poco perplessa: Vincenzo Bruno, come lavoro, faceva il maestro di ballo. Da ottobre a giugno insegnava a Genova alle fanciulle ed anche ai giovanotti della Superba i passi del tango, del valzer, della mazurca, della polca, ecc. Nei periodi estivi era in vacanza dalle sue parti e la famiglia Tacchino l’aveva invitato a dare una mano al Lavagello di Castelletto d’Orba ove venivano organizzate serate danzanti in genere al sabato ed alla domenica. Era responsabile per la scritturazione delle orchestre e dei cantanti. In pratica gli era stata data quasi mano libera. Continua a leggere→


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La Fiera di S.Caterina

di FRANCESCO MELONE

« Qual sia, qual fosse già, e qual sia  stato anticamente il più utile pregio di Nove, non occorre l’indugio di ricercati preamboli per dimostrarlo, giacché troppo chiaro a giorni nostri per fatto, per tradizione e per scritti altrettanto pregevoli, manifestissimo: le fiere, intendo, celebratissime e il gran commercio d’ onde si è resa Nove e rendesi famosa tuttavia fin oltre i monti.

È superfluo affaticarsi a pro del credito di tal città, la quale, come a tutti è palese, non invidia qualunque altra di Lombardia, essendo ella, per così dire, il Portofranco delle merci di Genova dirette a quella parte. Non vi è popolo di qua del Po che ivi non accorra per provedersene, non vi è feudo che ivi non porti i suoi prodotti, grano, vino, fieno, risi, legna, erbaggi e tutto il resto che può servire alle bisogna e voluttà dei viventi.

 Non è in oggi, come ad altri luoghi, destinato a Nove in dati tempi lo spaccio delle derrate, ma quotidiana però chiamasi la fiera; ed è un piacere, e piacer di ogni giorno, a chi sorge di buon mattino, il vedere come carche di vettovaglie forestiere sono colla piazza le vie d’intorno e come in brieve dai compratori si spogliano ».

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Lo stato civile di Novi Ligure fino al 1865 nei registri dell’Archivio storico comunale

di DIMITRI BRUNETTI

In momenti recenti l’Archivio storico della città di Novi Ligure è stato oggetto di un importante intervento di riordino con la schedatura analitica della documentazione più antica e la redazione di un nuovo inventario di descrizione. L’intervento, ora in corso per il carteggio più recente, ha portato all’individuazione di fonti inedite per la ricostruzione delle vicende della città e del territorio e alla messa a disposizione dei ricercatori anche di materiali già conosciuti, ma che ora sono più facilmente reperibili e inseriti in un contesto più ampio. Continua a leggere→